Il partito tedesco di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) sta valutando di abbandonare la sua tradizionale opposizione all’appartenenza della Germania all’Unione europea e alla zona euro, secondo un documento strategico visionato lunedì da Reuters. La proposta segnerebbe un cambiamento importante per la formazione fondata nel 2013, inizialmente come reazione alle politiche di salvataggio della moneta unica.
Il documento, riferito per la prima volta dalla pubblicazione tedesca Bild, non sostiene un’uscita immediata della Germania dall’UE o dalla zona euro, bensì una riforma fondamentale di entrambe le strutture. L’AfD propone di trasformare l’Unione in un’«unione di nazioni sovrane», con un ruolo ridotto di Bruxelles e la possibilità di deroghe nazionali in settori quali la migrazione, le finanze europee e la politica sociale.
Qualora le riforme fallissero, il partito dovrebbe chiedere l’organizzazione di un referendum sull’appartenenza della Germania all’UE. Il documento è stato redatto da parlamentari dell’AfD al Parlamento europeo, al Bundestag e nei parlamenti dei Länder, e discusso durante una riunione tenutasi il mese scorso. Qualsiasi modifica al programma politico deve essere approvata dal congresso del partito, previsto per il prossimo anno.
L’AfD, arrivata seconda alle ultime elezioni nazionali, dopo i conservatori del cancelliere Friedrich Merz, punta ad arrivare al governo entro il 2029. I principali partiti tedeschi rifiutano tuttavia di collaborare con la formazione, classificata come estremista di destra dal servizio nazionale di intelligence.
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