L’Alternativa per la Germania (AfD) propone l’abolizione del Parlamento europeo, una drastica riduzione del ruolo della Commissione europea e il trasferimento delle decisioni ai governi nazionali. Il piano sarà presentato mercoledì a Bruxelles dalla leader del partito, Alice Weidel, nell’ambito dell’evento «Il nostro nuovo accordo per l’Europa».
Il programma non prevede, in una prima fase, l’uscita della Germania dall’Unione europea o dalla zona euro, bensì la rinegoziazione dei trattati e la riduzione delle competenze, delle istituzioni e del bilancio comunitario. AfD vuole che il Parlamento europeo sia sostituito da una struttura composta da delegati dei parlamenti nazionali, mentre la Commissione europea dovrebbe avere soltanto competenze amministrative. Il partito propone inoltre di sostituire la corte suprema dell’UE con un tribunale arbitrale.
La formazione intende fissare un tetto al bilancio dell’Unione, congelare il numero dei dipendenti ed eliminare alcune agenzie. Inoltre, Berlino potrebbe chiedere deroghe in settori quali la migrazione, la fiscalità, la difesa e la politica sociale. AfD minaccia di usare il diritto di veto per ridurre il contributo della Germania al bilancio dell’UE.
Il 2029 è indicato come il momento di avvio delle riforme. Se queste fallissero, il partito afferma che organizzerà un referendum sull’appartenenza della Germania all’Unione europea. Le proposte emergono sullo sfondo dell’ascesa dei partiti di destra e della crescita di AfD nei sondaggi nazionali.
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