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La chiara vittoria del Partito Democratico alle elezioni di metà mandato del 3 novembre 2026 ha dominato lo spazio mediatico russo. Nel periodo compreso tra il 29 ottobre e il 4 novembre, il monitoraggio di NewsVibe ha individuato 256 materiali sui «midterms 2026» in lingua russa, di cui 109 pubblicati soltanto il 4 novembre, subito dopo la chiusura dei seggi negli Stati Uniti. Al di là dei numeri grezzi, nei quali RIA Novosti è stata la voce più attiva con 44 materiali, il tono generale è stato quello di una dura sconfitta per Donald Trump, presentata come un momento di svolta per la politica interna ed estera dell’America.
La scelta visiva di Kommersant è, di per sé, un messaggio editoriale. L’articolo «Дональд Трамп не оправдал надежд на самого себя» è illustrato con la fotografia di un attivista che indossa una maschera con il volto del presidente Donald Trump, realizzata da Aaron Favila per Associated Press. Attraverso questo contrasto simbolico – un Trump di facciata, senza un contenuto reale dietro la maschera – il quotidiano russo suggerisce sottilmente che la vittoria dei democratici sia la conseguenza del divario tra l’immagine pubblica promessa dal presidente e la realtà percepita dagli elettori. Non a caso, il titolo dell’articolo – «Donald Trump non è stato all’altezza delle aspettative» – colloca la sconfitta in una dimensione personale, non soltanto di partito.
Chi governa e perché, nella versione della stampa russaSecondo i resoconti dei quotidiani Kommersant, Vedomosti, Argumenty i Fakty e delle agenzie statali RIA Novosti e TASS, i democratici hanno assunto il controllo di entrambe le camere del Congresso. Kommersant ha stimato, citando NBC News, che i democratici ottengano 255 dei 435 seggi alla Camera dei Rappresentanti e almeno 51 al Senato, con la possibilità di arrivare a 56 – un vantaggio senza precedenti dai tempi del primo mandato di Barack Obama nel 2008. Echo of Moscow si è spinta ancora oltre, definendo il risultato una vittoria paragonabile soltanto a quella successiva al Watergate nel 1974.
La causa della sconfitta è stata attribuita dalla stampa russa innanzitutto al malcontento per i prezzi e per la guerra con l’Iran. L’analista Malek Dudakov, citato dalla pubblicazione Vzgliad, ha parlato di uno «tsunami blu»: i democratici avrebbero conquistato non solo gli Stati contesi, ma anche roccaforti repubblicane come il Texas, il Kansas e l’Ohio. La politologa Iulia Boguslavskaia, intervistata da Vesti.ru, ha spiegato il risultato con le promesse non mantenute di Trump: i prezzi hanno continuato a salire, mentre il conflitto militare con l’Iran ha contraddetto la promessa di non iniziare nuove guerre. Anche Echo of Moscow ha sottolineato che l’inflazione del 3-3,5% è stata percepita come un problema personale di Trump, perché aveva fatto della riduzione dei prezzi la promessa centrale del suo mandato.
Gli eventi che hanno prodotto visibilitàUn momento chiave è stato il Texas, dove i democratici hanno vinto per la prima volta dal 1988. Il candidato James Talarico ha sconfitto il procuratore generale Ken Paxton, sostenuto direttamente da Trump. URA.RU ha descritto questo risultato come «un serio successo per i democratici». Un altro episodio ampiamente riportato è stata l’elezione di Abdul El-Sayed in Michigan – il primo senatore musulmano nella storia degli Stati Uniti, che Vedomosti ha descritto citando la sua ironica battuta rivolta a Trump: «Dopo che J.D. Vance mi avrà insediato a gennaio, puoi semplicemente chiamarmi “senatore”».
Elon Musk ha generato uno dei maggiori punteggi di impatto del monitoraggio. Fontanka.ru, Vesti.ru e Lenta hanno riportato la sua battuta su X – «a quanto pare i miei laser spaziali per intervenire nelle elezioni questa volta non hanno funzionato» – dopo che CNN ha rivelato che aveva donato oltre 445 milioni di dollari per sostenere i repubblicani, il più grande contributo noto di questo ciclo elettorale.
La reazione di Trump è stata seguita da vicino. Vedomosti e Lenta hanno riferito che il presidente ha accettato il risultato e si è dichiarato pronto a collaborare con i democratici, sebbene abbia suggerito che i repubblicani non avrebbero perso se il suo nome fosse stato sulla scheda elettorale. RIA Novosti ha riferito anche la replica ufficiale della Casa Bianca: gli elettori che hanno votato per i democratici «rimpiangeranno la scelta» quando i prezzi del carburante scenderanno dopo la risoluzione del conflitto con l’Iran.
I temi che strutturano l’agendaLe indagini promesse dai democratici. Il tema più ampio è stata la promessa dei democratici di avviare indagini parlamentari contro l’amministrazione Trump. TASS e Novosti Mail hanno citato la dichiarazione del deputato Robert Garcia – «Assumete degli avvocati!» – e l’elenco ufficiale dei potenziali obiettivi: Kristi Noem, Stephen Miller, Tom Homan e altri stretti collaboratori del presidente. Vzgliad ha riferito che il democratico Ed Markey ha scherzato dicendo che sarebbero state necessarie «nuove foreste» per stampare le citazioni. Dudakov ha persino ipotizzato la possibilità di un nuovo procedimento di impeachment.
L’effetto sulla guerra con l’Iran. La stampa russa ha dato ampio spazio al legame tra la sconfitta dei repubblicani e il conflitto militare con Teheran. Rambler ha citato la dichiarazione del presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, secondo cui gli americani hanno votato «no» alla guerra con l’Iran. Vedomosti ha menzionato che lo stesso Trump ha riconosciuto il legame tra la guerra e il risultato elettorale.
La posizione della Russia e l’Ucraina. Il Cremlino ha mantenuto una distanza ufficiale. Il portavoce Dmitri Peskov ha definito le elezioni «un affare interno dell’America», aggiungendo che Trump rimane presidente fino alla fine del mandato e continuerà a guidare la propria politica estera. Il viceministro degli Esteri Sergej Rjabkov ha dichiarato a RIA Novosti e Izvestia che la politica della Russia, compreso l’approccio all’Ucraina, non dipende dai risultati delle elezioni americane. Dudakov è stato più diretto nella sua analisi per Vzgliad: «L’Europa e l’Ucraina si rallegrano troppo presto», perché non si prevede che gli Stati Uniti riprendano rapidamente il finanziamento dell’esercito ucraino.
I rischi per l’Europa. La stampa russa ha ripreso ampiamente l’analisi di Politico sulle possibili ripercussioni per l’Unione Europea e la NATO, anche nell’edizione di Top News, che ha citato l’avvertimento secondo cui un’amministrazione americana frustrata potrebbe reagire duramente nei confronti degli alleati transatlantici.
Il tono generale e la lezione trasmessa al pubblico russoLa distribuzione del tono nel monitoraggio di NewsVibe mostra un equilibrio interessante: 194 materiali neutrali, 50 negativi e soltanto 12 positivi, con un punteggio generale di -0,34, ma con un cambiamento visibile il 4 novembre, quando il punteggio è salito a +0,09, suggerendo che la vittoria dei democratici sia stata trattata come una notizia relativamente positiva o almeno neutra per gli interessi percepiti della Russia. L’entità Donald Trump compare con sentiment negativo in 44 delle 103 menzioni, mentre i democratici sono menzionati positivamente in 33 materiali.
La stampa russa ha trasmesso al proprio pubblico l’immagine di un’America divisa e guidata da un presidente indebolito, usando la vittoria dei democratici per suggerire che il cambiamento della maggioranza a Washington non porterà automaticamente a un cambiamento della politica nei confronti di Mosca o Kiev. La conclusione implicita è stata che, indipendentemente da chi controlli il Congresso, il rapporto Russia-USA rimane una questione di interesse e pragmatismo, non di ideologia.
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