L’agenzia Standard & Poor’s ha mantenuto il rating sovrano della Romania a BBB-, con prospettive negative, una decisione accolta con favore dal presidente Nicușor Dan e dal primo ministro Ilie Bolojan. La Romania rimane così nella categoria «investment grade», tuttavia all’ultimo gradino prima della retrocessione nella categoria «junk».
Nicușor Dan ha dichiarato che la decisione conferma il fatto che la Romania è un partner affidabile per gli investimenti e che l’economia offre segnali di stabilità. Il presidente ha attribuito il risultato all’intera società e alle politiche di disciplina finanziaria, avvertendo che la stabilità economica e lo sviluppo devono rimanere prioritari, al di là delle poste in gioco politiche.
Il primo ministro Ilie Bolojan ha sostenuto che il rispetto degli impegni e il mantenimento della direzione economica hanno contribuito alla decisione dell’agenzia. Ha avvertito che il prolungamento dello stallo politico potrebbe compromettere la fiducia dei finanziatori e vanificare gli sforzi compiuti finora.
S&P ha affermato che un governo con poteri limitati ha mantenuto la traiettoria fiscale e un bilancio per gli investimenti pubblici pari all’8,5% del PIL, nonché elevati tassi di assorbimento dei fondi del PNRR. L’agenzia potrebbe declassare la Romania se la formazione del governo ostacolasse la riduzione del deficit nel 2027 e nel 2028. Le prospettive potrebbero diventare stabili se i deficit di bilancio ed esterno si riducessero.
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