Oltre la metà del prezzo dei carburanti alla pompa è costituita da tasse e accise, mentre l’aumento dei costi del gas naturale, della manutenzione e degli investimenti mette sotto pressione le raffinerie in Romania e in Europa, ha dichiarato Sorin Graure, direttore generale di Rompetrol Rafinare, al Profit Energy Forum.
Secondo quanto da lui dichiarato, il prezzo della benzina e del diesel è determinato dalla quotazione internazionale del greggio, dai costi di lavorazione e dal regime fiscale applicato dallo Stato. L’andamento dei prezzi è difficile da prevedere, poiché dipende sia dal mercato internazionale sia dai costi interni e dai cambiamenti legislativi.
Nei primi sei mesi Rompetrol ha destinato circa il 69-70% della produzione al mercato interno, rispetto al 50-56% degli anni precedenti. L’azienda ha riscontrato interruzioni logistiche nell’approvvigionamento di greggio, ma afferma di disporre della materia prima necessaria, anche grazie ai rapporti con il Kazakistan. Le raffinerie Petromidia e Vega hanno adeguato le ricette di lavorazione e stanno analizzando fonti alternative.
Graure ha chiesto prevedibilità fiscale, avvertendo che le modifiche frequenti, l’imposta minima sul fatturato, il contributo di solidarietà e il tetto al margine commerciale producono effetti negativi sulla produzione e sulle catene di approvvigionamento.
Rompetrol investe ogni anno oltre 80 milioni di dollari nelle raffinerie Petromidia e Vega. La nuova centrale di cogenerazione immette nella rete fino a 15 MW, mentre l’azienda sta preparando due parchi fotovoltaici. Il direttore generale stima tuttavia che gli investimenti per la decarbonizzazione si rifletteranno sul prezzo finale dei carburanti.
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