Nel 2015, la Romania soddisfaceva i criteri di Maastricht per aderire alla zona euro, ma ha scelto una strategia di crescita economica rapida, ignorando i costi a lungo termine. Questo approccio ha portato a un'alta inflazione, a un deficit di bilancio e a un significativo deficit di conto corrente. Al contrario, la Bulgaria ha adottato una strategia più prudente, che le ha permesso di entrare nella zona euro nel 2026. Lazea sottolinea che il deterioramento delle finanze pubbliche non può essere attribuito esclusivamente ai governi recenti, ma è il risultato di una politica fiscale espansiva accettata dall'ambiente imprenditoriale e dal pubblico. Questo ha incluso l'evasione fiscale e sussidi che hanno portato a un aumento dei consumi, ma non degli investimenti. Lazea avverte che una crescita basata sui consumi non garantisce le risorse necessarie per il rimborso dei debiti e che le recenti misure di consolidamento fiscale sono state essenziali per evitare una crisi finanziaria. Suggerisce che la Romania potrebbe cambiare il suo modello di crescita, passando dal consumo agli investimenti, per garantire uno sviluppo sostenibile a lungo termine.
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