La Bulgaria è diventata recentemente membro della zona euro, 19 anni dopo il suo ingresso nell'UE, mentre la Romania si trova a una distanza significativa da questo obiettivo. Secondo i criteri di adesione stabiliti dal Trattato di Maastricht, la Romania deve soddisfare determinate condizioni economiche, come il deficit di bilancio e il debito pubblico. Questi sono i più difficili da aggiustare, e le stime suggeriscono che il deficit non scenderà sotto il 3% del PIL nei prossimi 7-8 anni. Inoltre, il debito pubblico potrebbe avvicinarsi al 70% del PIL entro il 2030, il che complica ulteriormente il cammino verso l'euro.
Secondo l'economista Radu Crăciun, la Romania dovrà rimanere nel meccanismo ERM II per almeno 2 anni per dimostrare la stabilità del leu, il che potrebbe estendere il termine di adesione a 9-10 anni. L'ingresso nella zona euro dipende non solo dal soddisfacimento dei criteri, ma anche dall'accettazione da parte degli stati membri, considerando la recente storia delle politiche fiscali romene. Al contrario, la Bulgaria ha adottato un consiglio monetario che ha stabilizzato l'economia, facilitando così la sua transizione all'euro. Questa scelta della Romania di non seguire la stessa strada ha portato a una maggiore volatilità economica e a deficit di bilancio costanti. In conclusione, la Romania rischia di perdere i vantaggi economici dell'adesione alla zona euro, mentre la Bulgaria si prepara a beneficiare di questi vantaggi.
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