L’inflazione annua è tornata a crescere nel settembre 2026, dopo tre mesi di deflazione, raggiungendo il 6,61%, secondo i dati pubblicati dall’Istituto nazionale di statistica. I rincari maggiori sono stati registrati per i servizi, i beni non alimentari e gli alimenti.
Nell’ultimo anno, le tariffe dei servizi sono aumentate dell’11,12%, i prezzi dei beni non alimentari del 7,06% e quelli degli alimenti del 3%. Tra gli alimenti, il caffè ha registrato il maggior rincaro, pari al 13,78%, seguito dalle uova, con il 10,84%, dall’olio alimentare, con il 7,62%, e dal latte, con il 7,56%. Al contrario, la frutta fresca è diventata più economica del 16,69% e le patate del 3,64%.
Per quanto riguarda i beni non alimentari, gli aumenti maggiori sono stati registrati per il diesel, pari al 37,61%, e la benzina, pari al 28,42%. L’energia elettrica è aumentata dell’1,35%, dopo l’eliminazione del sistema di limitazione dei prezzi, mentre l’energia termica è cresciuta del 10,70%.
Nel settore dei servizi, gli affitti hanno registrato l’aumento maggiore, pari al 39,46%. Le tariffe per l’acqua, la fognatura e la raccolta dei rifiuti sono aumentate del 14,11%, mentre gli abbonamenti televisivi del 14,02%. L’INS precisa che l’andamento dei prezzi riflette anche la fine della limitazione dei prezzi dell’energia elettrica e del gas naturale.
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