Il tasso annuo dell'inflazione armonizzata della Romania è salito al 6,5% a settembre 2026, dal 6,3% di agosto, il livello più elevato tra i 27 Stati membri. La media dell'UE e quella dell'area euro sono state del 3,8%. L'inflazione rumena rimane tuttavia al di sotto dell'8,6% registrato a settembre 2025.
A settembre 2026 la Romania ha registrato il tasso annuo più elevato dell'inflazione armonizzata nell'Unione europea, pari al 6,5%, secondo i dati definitivi pubblicati da Eurostat. Il tasso è aumentato dal 6,3% di agosto, mentre l'inflazione annua ha raggiunto il 3,8% sia nell'UE sia nell'area euro.
In breve
L'inflazione armonizzata annua della Romania è aumentata dal 6,3% di agosto al 6,5% di settembre.
La Romania ha registrato il tasso più elevato nell'UE, seguita dalla Lituania con il 6,1% e dalla Bulgaria con il 5,6%.
La media dell'UE e quella dell'area euro sono state del 3,8%, 2,7 punti percentuali al di sotto del livello della Romania.
Rispetto a settembre 2025, quando il tasso della Romania era dell'8,6%, l'inflazione armonizzata è inferiore di 2,1 punti percentuali.
Lo IAPC è concepito per i confronti tra Stati e non deve essere confuso con l'indice nazionale dei prezzi al consumo o con i costi sostenuti da una determinata famiglia.
Nel confronto di Eurostat, la Romania si distingue dal resto degli Stati membri. Dopo il tasso del 6,5% seguono la Lituania, con il 6,1%, e la Bulgaria, con il 5,6%. All'altra estremità della classifica, la Svezia ha registrato un'inflazione annua armonizzata dell'1%, mentre Danimarca e Ungheria hanno registrato entrambe il 2,1%.
L'aumento di settembre interrompe leggermente la tendenza al ribasso osservata in Romania nei mesi precedenti. Il tasso annuo aveva raggiunto il 9,7% a maggio, per poi scendere al 9,2% a giugno, all'8,2% a luglio e al 6,3% ad agosto. A settembre è risalito al 6,5%.
Il confronto con l'anno precedente mostra tuttavia un quadro diverso dalla variazione mensile. A settembre 2025, il tasso armonizzato della Romania era dell'8,6%, il che significa che il livello di settembre 2026 è inferiore di 2,1 punti percentuali rispetto a un anno prima.
I prezzi misurati attraverso l'indice armonizzato sono aumentati dello 0,8% in Romania a settembre rispetto ad agosto. La media mensile è stata dello 0,6% sia per l'UE sia per l'area euro. Il tasso mensile e quello annuo misurano periodi diversi e non devono essere confusi: il primo confronta settembre con agosto, mentre il secondo confronta settembre 2026 con settembre 2025.
A livello dell'intera Unione, l'inflazione annua è aumentata dal 3,2% di agosto al 3,8% di settembre. Eurostat indica che il tasso è aumentato in 23 Stati membri, è rimasto invariato in tre ed è diminuito in un solo Stato.
Anche nell'area euro il tasso annuo è aumentato dal 3,2% al 3,8%. Il valore definitivo conferma la stima rapida pubblicata da Eurostat all'inizio di ottobre e non rappresenta un'ulteriore revisione al rialzo.
Per l'area euro, l'energia ha fornito il contributo maggiore all'inflazione annua di settembre, con 1,71 punti percentuali. I servizi hanno contribuito con 1,52 punti, i beni industriali non energetici con 0,29 punti, mentre alimenti, alcol e tabacco hanno contribuito con 0,25 punti. Questi contributi si riferiscono alla media dell'area euro e non devono essere automaticamente trasferiti alla Romania.
Il dato del 6,5% per la Romania è il tasso calcolato mediante l'Indice armonizzato dei prezzi al consumo, IAPC. Esso utilizza regole comuni a livello europeo proprio affinché l'andamento dei prezzi possa essere confrontato tra gli Stati.
Lo IAPC non è tuttavia un indice del costo della vita per una singola famiglia. Il peso degli alimenti, dell'energia, dei servizi, dei trasporti o di altre categorie nelle spese di una persona può essere molto diverso dalla struttura utilizzata nell'indice, cosicché l'esperienza effettiva dell'aumento dei prezzi può variare da una famiglia all'altra.
L'indice armonizzato non deve essere confuso neppure con l'indice nazionale dei prezzi al consumo pubblicato dall'Istituto nazionale di statistica. Le due statistiche seguono l'andamento dei prezzi al consumo, ma sono costruite per scopi diversi, e le differenze nei concetti di consumo, nelle fonti utilizzate per i pesi e nelle classificazioni possono portare a valori differenti.
Per lo IAPC, la popolazione statistica comprende i consumi monetari finali effettuati sul territorio economico della Romania da famiglie residenti e non residenti. Eurostat e INS applicano la metodologia armonizzata per rendere i risultati comparabili con quelli degli altri Stati membri.
Il tasso del 6,5% non significa che tutti i prodotti e servizi in Romania siano rincarati esattamente di questa percentuale. Si tratta della variazione media dell'indice generale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, risultante da andamenti differenti dei prezzi e dai pesi di ciascuna categoria nei consumi.
Inoltre, il dato da solo non consente di calcolare la perdita di potere d'acquisto. Per una simile valutazione è necessario confrontare l'andamento dei prezzi con quello dei redditi e tenere conto della struttura delle spese delle famiglie. I dati Eurostat pubblicati ora descrivono l'andamento dei prezzi, non i salari reali o i redditi disponibili.
I dati di settembre collocano quindi la Romania in una situazione duplice. L'inflazione armonizzata è significativamente inferiore rispetto a un anno fa e ai massimi registrati in primavera, ma a settembre il Paese rimane quello con l'aumento annuo più rapido dei prezzi al consumo nell'UE secondo la metodologia armonizzata.
Il prossimo set completo di dati Eurostat sull'inflazione è previsto per novembre e mostrerà se il ritorno dal 6,3% al 6,5% è stato temporaneo o se la precedente tendenza al rallentamento è cambiata.
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