Il prezzo dell'oro è diminuito di quasi il 15% a marzo, segnando il mese peggiore per il metallo prezioso negli ultimi 18 anni, a causa degli effetti economici della guerra tra Stati Uniti e Iran. Questa inattesa svalutazione ha spinto gli investitori a rivedere le loro strategie.
Martedì, il prezzo dell'oro è aumentato di circa il 3%, ma l'incertezza persiste. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di essere disposto a fermare le ostilità, ma ha avvertito che, in assenza di un accordo rapido, le forze americane potrebbero attaccare obiettivi strategici in Iran. Il conflitto ha portato a un aumento dei prezzi del petrolio e del gas, alimentando timori di inflazione e possibili aumenti dei tassi di interesse.
Wayne Nutland, gestore di investimenti, ha sottolineato che il modo di negoziare l'oro è cambiato, e ora questo reagisce negativamente all'aumento dei rendimenti obbligazionari e del dollaro.
Nonostante il crollo di marzo, gli analisti di Goldman Sachs stimano che il prezzo dell'oro potrebbe raggiungere i 5.400 dollari l'oncia entro la fine del 2026, sostenuto dalla diversificazione delle riserve delle banche centrali e da possibili riduzioni dei tassi di interesse. Tuttavia, i rischi a breve termine rimangono orientati al ribasso, soprattutto se la situazione nello Stretto di Hormuz continua a influenzare il mercato.
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