Contesto: l’aumento del prezzo del gas è iniziato prima, sullo sfondo delle tensioni in Medio Oriente e dei problemi con i trasporti di GNL
Prima dei massimi registrati recentemente in Romania, i prezzi del gas sono aumentati rapidamente a settembre: il gas consegnato nel Paese ha superato i 360 lei/MWh, mentre nel periodo 27 febbraio–7 settembre i prezzi sulla Borsa romena delle materie prime sono cresciuti del 125%, arrivando a quasi 2,5 volte il livello di sette mesi prima. L’evoluzione è stata attribuita alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e alle incertezze legate ai trasporti attraverso lo Stretto di Hormuz, aggravate da scorte europee relativamente ridotte.
Nel frattempo, in preparazione alla stagione fredda, il Ministero dell’Energia aveva precedentemente annunciato che gli stoccaggi di gas in Romania avevano raggiunto il 76,26% (circa 2,43 miliardi di mc), al di sopra della media UE, con l’obiettivo di arrivare all’80% entro il 1° ottobre. Allo stesso tempo, sul mercato TTF le quotazioni raggiungevano 83–84 euro/MWh, influenzate dalle tensioni geopolitiche, dai problemi sul mercato globale del GNL e da scorte europee più basse.