Nel 2027 la Romania potrebbe registrare una crescita economica di appena lo 0-0,5%, secondo la stima presentata lunedì da Adrian Codirlașu, presidente dell’Associazione CFA Romania, in occasione della presentazione del rapporto «FY 2027 Macroeconomic Outlook». La previsione è nettamente inferiore alle stime delle istituzioni finanziarie internazionali, che prevedono una crescita del PIL dell’1,8-2,5%.
Per l’anno in corso, CFA Romania stima una lieve recessione, seguita da una modesta ripresa nel 2027. Codirlașu ha precisato che l’inflazione è in calo e che la Banca Nazionale della Romania potrebbe ridurre i tassi d’interesse il prossimo anno. L’andamento potrebbe tuttavia essere influenzato dal contesto esterno, nel quale le principali banche centrali mantengono pressioni sui costi di finanziamento.
Per quanto riguarda il deficit di bilancio, la vicepresidente di CFA Romania, Alexandra Smedoiu, stima che nel 2027 potrebbe raggiungere circa il 6% del PIL, proseguendo la tendenza alla riduzione. Ha avvertito che le pressioni sul bilancio rimarranno elevate, a causa del calo dei consumi e degli investimenti, ma ritiene improbabili nuovi aumenti delle imposte.
CFA Romania avverte che il rischio di un declassamento del rating sovrano resterà presente per anni. Un eventuale miglioramento richiederebbe una crescita economica sostenuta e una significativa riduzione del deficit, un obiettivo difficile da raggiungere dopo l’esaurimento dei fondi disponibili attraverso il PNRR.
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