Circa 100 sindacalisti romeni dei settori del commercio, IT&C e finanziario hanno protestato mercoledì davanti alla sede della Commissione europea a Bruxelles. Chiedono lo sblocco della contrattazione collettiva nel settore privato e l’aumento del salario minimo in Romania a partire dal 1° gennaio 2027.
L’azione, organizzata dalla Confederazione nazionale sindacale «Cartel Alfa», prosegue le proteste e le iniziative intraprese negli ultimi mesi presso l’Autorità europea del lavoro e il Ministero del Lavoro. I sindacalisti sostengono che la contrattazione settoriale nel settore privato sia ancora limitata e che i dipendenti di numerosi comparti non possano negoziare realmente salari, orari e condizioni di lavoro.
Le organizzazioni chiedono alle autorità romene ed europee di sostenere l’applicazione effettiva della direttiva relativa a salari minimi adeguati e lo sviluppo del dialogo sociale. La direttiva mira sia ad aumentare i salari minimi, sia ad ampliare la contrattazione collettiva e il numero di dipendenti coperti da contratti collettivi.
La seconda rivendicazione riguarda l’aumento del salario minimo dal 1° gennaio 2027. I sindacati affermano che numerosi dipendenti di settori a basso reddito, incluso il commercio, siano pagati al livello minimo. Dal 1° luglio 2026, il salario minimo lordo è di 4.325 lei.
Prima della protesta, la delegazione ha incontrato Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione europea, mentre al Parlamento europeo sarebbe stata presentata la situazione della contrattazione collettiva nel settore privato romeno.
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