Settembre 2026 è stato il secondo mese di settembre più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura media di 16,27 gradi Celsius, secondo il Servizio Copernicus per i cambiamenti climatici. I dati, pubblicati lunedì, indicano il proseguimento della tendenza al riscaldamento globale.
È stato inoltre il secondo mese consecutivo di quest’anno in cui le temperature globali hanno superato di oltre 1,5 gradi Celsius i livelli preindustriali. Nell’Europa occidentale, settembre è stato il mese analogo più caldo mai registrato, mentre a livello dell’intero continente si è classificato al terzo posto.
La siccità prolungata ha portato a portate eccezionalmente basse in alcuni tratti del Reno, del Danubio, della Vistola e del fiume Garonna-Dordogna. I bassi livelli delle acque hanno compromesso la navigazione, le riserve idriche e l’agricoltura in diversi Paesi europei.
In Antartide, l’estensione massima annuale del ghiaccio marino, raggiunta durante l’inverno australe, è stata la terza più bassa mai registrata.
Carlo Buontempo, direttore del programma Copernicus, ha avvertito che temperature eccezionalmente elevate si sono mantenute in alcune regioni europee dopo un’estate estrema. Ha precisato che l’intensificazione del fenomeno El Niño potrebbe favorire temperature superiori alla soglia di 1,5 gradi Celsius anche nel 2027.
L’Accordo di Parigi, firmato nel 2015 da 195 Stati, mira a limitare il riscaldamento globale al di sotto dei due gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali e, idealmente, al di sotto di 1,5 gradi. Secondo Buontempo, il superamento di questa soglia è inevitabile, ma l’entità e la durata del superamento dipenderanno dalle misure adottate.
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