Parallelamente alle discussioni sull’adozione dell’IA nell’economia, la Romania ha delineato la propria posizione riguardo all’«IA di frontiera» come priorità di sicurezza e politica estera. Il ministro degli Affari esteri, Dan Neculăescu, ha affermato, dopo aver partecipato alla riunione «A Call for Control of Frontier AI Models», promossa da Finlandia e Norvegia, che lo sviluppo accelerato dell’IA deve essere accompagnato da supervisione umana, standard di sicurezza e regole contro l’uso improprio, nonché da meccanismi volti a proteggere i diritti fondamentali e i valori democratici.
Per quanto riguarda le infrastrutture e la formazione, il Paese ha iniziato l’attuazione del progetto RO AI Factory, ospitato dall’ICI București e finanziato da EuroHPC JU, destinato allo sviluppo, all’addestramento e al collaudo di applicazioni di IA entro la fine del 2027. Il progetto mira inoltre a democratizzare l’accesso alle risorse di IA per start-up e PMI, attraverso supporto tecnico, formazione e tutoraggio.
Al contempo, i dati precedenti segnalavano un ampio divario nelle competenze digitali: Monitorul Social, sulla base dei dati Eurostat (2025), collocava la Romania all’ultimo posto nell’UE per percentuale della popolazione con competenze digitali di base o superiori.