I datori di lavoro che utilizzano la piattaforma WorkinRomania non possono attualmente completare le procedure di registrazione e autorizzazione né presentare richieste per i visti di lavoro di tipo D/AM2. Il Ministero del Lavoro ha annunciato martedì 15 settembre che il blocco è comparso dopo che la Corte d’Appello di Bucarest ha sospeso l’ordinanza relativa all’elenco delle professioni carenti.
Il ministero sostiene che, in assenza dell’applicazione dell’elenco, le istituzioni coinvolte non possono effettuare tutte le verifiche necessarie per l’approvazione delle pratiche. L’istituzione ha chiesto al Ministero degli Affari Interni, che gestisce tecnicamente la piattaforma, di limitare le restrizioni esclusivamente alle operazioni interessate dalla decisione del tribunale. Ha inoltre richiesto di individuare le domande già presentate e di stabilire come possano essere esaminate, in base allo stato di ciascuna pratica.
La decisione della Corte d’Appello non è ancora stata trasmessa ufficialmente al Ministero del Lavoro. Dopo aver ricevuto il documento, il ministero annuncia che presenterà ricorso.
La piattaforma WorkinRomania è stata lanciata ad agosto per gestire online le procedure relative all’assunzione di lavoratori stranieri. L’Associazione degli Importatori di Forza Lavoro, l’organizzazione che ha ottenuto la sospensione dell’ordinanza, sostiene che la misura non sospende l’intero quadro giuridico e chiede la riattivazione dei flussi per le professioni previste dalla COR. L’associazione avverte che il blocco può colpire aziende dei settori delle costruzioni, dell’agricoltura, dell’industria e dell’HoReCa.
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