Prima della dichiarazione di giovedì, Raluca Turcan (PNL) ha chiesto misure urgenti per proteggere gli studenti e ha affermato che esistono soluzioni legislative bloccate in Parlamento, proponendo il monitoraggio audio-video nelle scuole, consulenza psicologica per gli studenti che si trovano in situazioni di rischio e il divieto dei telefoni durante le lezioni, con la loro custodia in spazi appositamente predisposti. Ha menzionato anche progetti riguardanti la protezione dei minori dai contenuti online violenti o nocivi e la limitazione dell’accesso ai social network ai minori di 16 anni senza il consenso dei genitori.
Successivamente, il ministro dell’Istruzione (Sorin Costreie) ha annunciato che proporrà il raddoppio delle pene per le aggressioni contro gli insegnanti e il personale scolastico e ha posto in discussione misure di prevenzione come il controllo degli zaini all’ingresso della scuola e l’installazione di metal detector, insieme ad approcci legati alla violenza, alle armi bianche e all’influenza dei social network.
Nel periodo precedente, anche il premier Luca Niculescu ha dichiarato che sarebbe stato elaborato un piano d’azione urgente per la sicurezza nelle scuole, con la partecipazione del Ministero dell’Interno, degli insegnanti, degli psicologi e dei rappresentanti del settore dell’istruzione. Parallelamente, i sindacati dell’istruzione hanno chiesto misure concrete e criticato il sottofinanziamento del sistema, inclusa la soppressione dei posti di custode e la carenza di psicologi scolastici, avvertendo che avrebbero organizzato proteste a livello nazionale se non fossero intervenuti cambiamenti.