Prima dell'annuncio da Bruxelles, il presidente Nicușor Dan ha dichiarato che la Romania non può confermare tecnicamente l'origine dei droni coinvolti negli incidenti nel Mar Nero, sebbene abbia menzionato che i droni che in precedenza avevano attraversato il territorio rumeno presentavano componenti russe. Ha inserito gli attacchi in un contesto più ampio di pressione esercitata dalla Russia sugli Stati europei e ha affermato che l'obiettivo è aumentare la tensione nelle società e ridurre il sostegno all'Ucraina.
Inoltre, Nicușor Dan ha annunciato che la Romania chiederà nuovamente agli alleati della NATO un sostegno militare per la protezione del territorio e della costa, fino allo sviluppo delle proprie capacità. Parallelamente, ha chiesto anche il sostegno dell'Unione europea per un centro regionale di sicurezza nel Mar Nero, in cooperazione con la Bulgaria, per coordinare il monitoraggio e la risposta alle minacce.
Nel corso delle discussioni precedenti, Romania e Bulgaria hanno parlato della necessità di misure più decise contro i droni a livello UE e NATO, dopo gli attacchi alle navi commerciali. Il presidente ha inoltre sottolineato che, nel caso dei droni, non si tratterebbe di intenzioni dirette, ma che la disinformazione e gli attacchi alle infrastrutture critiche mirano a indebolire la fiducia della popolazione e il sostegno europeo all'Ucraina.