Meta si trova ad affrontare uno scandalo importante dopo che diverse case editrici rinomate, tra cui Elsevier, Cengage, Hachette, Macmillan e McGraw Hill, hanno citato in giudizio l'azienda per pirateria. Queste, insieme allo scrittore Scott Turow, sostengono che Meta ha utilizzato milioni di libri e articoli, comprese opere celebri come "The Wild Robot", per addestrare i suoi modelli linguistici AI. Maria Pallante, presidente dell'Associazione degli editori americani, ha sottolineato che l'implementazione corretta dell'AI è impossibile se la tecnologia si basa su materiali piratati. In risposta, Meta afferma che l'addestramento dell'AI con materiali protetti può essere considerato un 'uso corretto' e che la tecnologia stimola l'innovazione. Inoltre, l'azienda si basa su precedenti legali favorevoli in cause simili. Questa azione fa parte di una disputa più ampia tra creatori e giganti della tecnologia, con molti processi in corso, e il risultato di questi determinerà la legalità dell'uso di materiali protetti nello sviluppo dell'AI.
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