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L’Ambasciata russa a Bucarest ha respinto le accuse secondo cui Mosca avrebbe organizzato l’incendio scoppiato il 14 settembre in un’azienda di Brașov, sostenendo che la parte rumena non ha presentato prove. La reazione è arrivata dopo la convocazione del rappresentante diplomatico russo, Vladimir Lipaev, presso la sede del Ministero degli Affari Esteri.
Secondo il comunicato dell’ambasciata, Lipaev ha negato categoricamente qualsiasi coinvolgimento della Federazione Russa in atti di sabotaggio sul territorio della Romania o di altri Stati. A loro volta, i diplomatici russi hanno accusato le autorità rumene di attribuire a Mosca metodi che associano all’Ucraina.
Nella stessa dichiarazione, l’Ambasciata russa ha respinto le accuse relative al coinvolgimento di Mosca nei recenti incidenti nel Mar Nero, compresi quelli verificatisi nelle acque territoriali della Romania. I rappresentanti russi hanno sostenuto che l’Ucraina e gli Stati che la sostengono rappresentano la principale minaccia per la navigazione nella regione, senza presentare, nel comunicato, prove a sostegno di tali affermazioni.
Vladimir Lipaev avrebbe chiesto alle autorità rumene di non considerare la Russia una minaccia e di non seguire la politica di escalation attribuita alla leadership della NATO e dell’Unione Europea. Le accuse e le smentite fanno parte di uno scambio diplomatico teso, nel contesto della guerra in Ucraina e degli incidenti di sicurezza nella regione del Mar Nero.
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