La dichiarazione europea riprende l’attribuzione dell’operazione a una rete coordinata dalla Russia, comunicata dalle autorità romene. Il testo evoca gli strumenti dell’UE contro le minacce ibride, senza annunciarne l’attivazione in questo caso. L’indagine penale continua, mentre la Russia respinge le accuse.
L’Unione europea ha condannato in sede OSCE l’atto di sabotaggio del 14 settembre a Brașov ed ha espresso solidarietà alla Romania, dopo che le autorità romene avevano attribuito l’incendio a una rete coordinata dalla Federazione Russa. La dichiarazione presentata a Vienna il 29 ottobre e pubblicata il giorno seguente parla di un sito industriale nelle vicinanze del produttore di armamenti CARFIL, senza affermare che la fabbrica stessa sia stata distrutta.
In breve
1.L’UE ha condannato in sede OSCE il sabotaggio di Brașov e ha sostenuto la Romania, citando l’attribuzione comunicata dalle autorità romene.
2.L’incendio ha avuto luogo su una piattaforma industriale nelle vicinanze di CARFIL; non è documentata la distruzione della fabbrica di armamenti.
3.La DIICOT ha annunciato tre imputati e procedimenti giudiziari in Germania e Polonia; l’indagine non equivale a una condanna.
4.Il MAE afferma che oltre 40 Stati hanno espresso solidarietà; 13 Paesi al di fuori dell’UE hanno aderito separatamente alla dichiarazione europea.
5.L’UE evoca gli strumenti contro gli attacchi ibridi, senza annunciare la loro attivazione o nuove sanzioni per questo caso. La Russia respinge le accuse.
L’UE colloca l’incidente in una campagna più ampia di azioni ibride che, secondo la sua valutazione, mirano a indebolire la sicurezza degli Stati europei e il sostegno all’Ucraina. Il documento elenca il sabotaggio, l’interruzione delle infrastrutture critiche e la manipolazione delle informazioni. Questa classificazione esprime la posizione diplomatica europea; l’attribuzione dell’operazione di Brașov si basa sulla valutazione comunicata dalle autorità romene.
Il Serviciul Român de Informații aveva annunciato il 26 ottobre l’identificazione della rete, in cooperazione con partner interni ed esterni. Secondo il SRI, l’incendio è stato appiccato all’interno della piattaforma industriale Carfil, nelle immediate vicinanze di CARFIL SA, filiale di ROMARM. Il servizio afferma che la rete aveva anche altri obiettivi di interesse militare e industriale in Romania e in altri Stati europei.
Il procedimento penale segue un percorso distinto da questa valutazione di sicurezza. Nel comunicato della DIICOT del 26 ottobre, riprodotto da EPEN, i procuratori descrivono tre imputati, due cittadini bielorussi e un cittadino ucraino, residenti in Stati membri dell’UE. Due erano stati sottoposti a custodia cautelare in Germania, mentre per il terzo, localizzato in Polonia, era stato emesso un mandato d’arresto europeo. Le indagini riguardano il tentativo di compiere atti di sabotaggio. Le accuse non rappresentano condanne e le persone indagate beneficiano della presunzione di innocenza.
La Russia ha respinto il coinvolgimento nell’incidente. Radio România Actualități ha riferito il 27 ottobre la posizione dell’Ambasciata della Federazione Russa a Bucarest, che ha contestato le accuse dopo la convocazione dell’ambasciatore presso il Ministero degli Affari Esteri.
La Romania ha presentato il caso sia al Forum di cooperazione per la sicurezza dell’OSCE, il 28 ottobre, sia al Consiglio permanente, il 29 ottobre. Secondo il comunicato del MAE pubblicato da AGERPRES, oltre 40 Stati partecipanti hanno espresso solidarietà. Separatamente, la dichiarazione dell’UE elenca 13 Stati non appartenenti all’Unione che hanno aderito al testo; i due conteggi non descrivono esattamente la stessa categoria di reazioni.
Nella dichiarazione, l’UE e gli Stati membri affermano che utilizzeranno gli strumenti disponibili, compreso il quadro europeo di risposta alle minacce ibride, su richiesta dello Stato membro interessato. Il testo non annuncia l’attivazione formale di un meccanismo per il caso di Brașov e non adotta nuove sanzioni contro persone o entità.
La dichiarazione condanna anche gli attacchi alla navigazione civile nel Mar Nero, nonché le violazioni dello spazio aereo della Romania e della Repubblica di Moldova nel contesto degli attacchi russi contro l’Ucraina. Per il caso di Brașov, il risultato confermato è la solidarietà diplomatica espressa in sede OSCE e la disponibilità di una risposta europea, mentre i procedimenti penali e le eventuali misure successive seguono le proprie fasi.
Ultime notizie
22:45
22:15
21:55
21:33
21:12
Vedi altre notizie