Attualità
Foto: Facebook/ Consiliul Național pentru Studierea Arhivelor Securității - CNSAS
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Il Consiglio Nazionale per lo Studio degli Archivi della Sicurezza ha pubblicato documenti che mostrano come la Sicurezza, oltre al suo ruolo di repressione, confiscasse oggetti dai pacchi inviati dai romeni che emigravano. Questi beni includevano giocattoli, vestiti, cibo e persino biancheria intima, che arrivavano al Consignment per essere venduti. Anche se la corrispondenza era garantita dalla legge, la Sicurezza interveniva, estraendo e leggendo lettere, e molti pacchi non arrivavano ai destinatari.
Negli ultimi anni del regime comunista, la Sicurezza cercava di generare fondi per il bilancio statale, ricorrendo allo sfruttamento di questi pacchi. Anche se la confisca dei beni era illegale, la Sicurezza valorizzava gli oggetti tramite il Consignment, un negozio semi-privato, dove i cittadini potevano vendere vari prodotti. Questa pratica illustra gli abusi del regime comunista e il suo impatto sulla vita quotidiana dei romeni.
Negli ultimi anni del regime comunista, la Sicurezza cercava di generare fondi per il bilancio statale, ricorrendo allo sfruttamento di questi pacchi. Anche se la confisca dei beni era illegale, la Sicurezza valorizzava gli oggetti tramite il Consignment, un negozio semi-privato, dove i cittadini potevano vendere vari prodotti. Questa pratica illustra gli abusi del regime comunista e il suo impatto sulla vita quotidiana dei romeni.
Fonti
Cum fura Securitatea din coletele românilor. Documente dezvăluite de CNSAS
FOTO Cum fura Securitatea din coletele românilor și ce se afla pe lista obiectelor confiscate din pachetele primite din străinătate
CNSAS: Ce fura Securitatea comunistă din coletele românilor. „Brontozauri de jucărie, chiloți de damă și gumă de mestecat”
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