Il ministro ad interim degli Investimenti, Dragoș Pîslaru, ha annunciato giovedì sera che la Romania è stata ufficialmente inclusa nella componente del programma Catching-up Regions dedicata alle regioni situate al confine orientale dell’Unione europea. L’iniziativa mira a individuare gli ostacoli e a trovare soluzioni concrete per lo sviluppo delle regioni esposte alle conseguenze della guerra in Ucraina. Le regioni Nord-Vest, Nord-Est e Sud-Est beneficeranno del sostegno di team di esperti inviati dalla Commissione europea e dalla Banca mondiale. Gli specialisti lavoreranno direttamente con le autorità locali per analizzare i problemi di sviluppo e preparare progetti applicabili, non soltanto strategie elaborate a livello europeo.
La partecipazione della Romania è stata approvata a Bruxelles dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, e dai servizi della Direzione generale della Politica regionale e urbana. Le iniziative sono state avviate nella primavera di quest’anno, insieme alla ministra degli Esteri, Oana Țoiu. Pîslaru ha sottolineato che l’accesso ai fondi europei deve essere accompagnato da un’amministrazione capace di trasformare i finanziamenti in progetti. La Romania è stata recentemente inclusa anche nel meccanismo EastInvest; le iniziative rientrano nella politica europea dedicata alle regioni orientali e nella preparazione del prossimo ciclo finanziario, 2028-2034.
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