La Camera dei deputati ha adottato, mercoledì 14 ottobre 2026, un progetto di legge che consente agli operatori dei settori dell’energia, del gas naturale e dell’idrogeno di recuperare attraverso le tariffe gli investimenti nella sicurezza informatica delle reti. I costi potrebbero quindi confluire nelle bollette pagate da famiglie e imprese, sebbene al momento non esista ancora una stima ufficiale dell’impatto.
Le spese non compariranno necessariamente come una tassa distinta, ma potranno essere incluse nelle tariffe regolamentate per il trasporto e la distribuzione, secondo le metodologie dell’Autorità nazionale di regolamentazione nel settore dell’energia (ANRE). L’ammontare delle somme recuperate dipenderà dagli investimenti approvati e dalle decisioni dell’autorità.
La Direzione nazionale per la sicurezza informatica (DNSC) elaborerà le norme tecniche e verificherà i piani di investimento degli operatori. La DNSC avrà 180 giorni per emanare le regole, mentre l’ANRE avrà altri 180 giorni per modificare le metodologie tariffarie.
Il progetto, inizialmente dedicato ai prosumatori e ai piccoli produttori, è stato esteso all’intero settore energetico. Poiché la versione adottata dai deputati differisce da quella approvata dal Senato, il provvedimento tornerà alla camera alta per rispettare il principio del bicameralismo. La misura non comporta automaticamente aumenti immediati, ma crea il quadro giuridico per futuri rincari delle bollette.
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