Il governo della Romania ha deciso di mobilitare l'esercito e di allocare 7 milioni di lei dal Fondo di Riserva per proteggere la Centrale Nucleare di Cernavodă, a seguito della storica diminuzione del flusso del Danubio, che ha raggiunto i livelli più bassi degli ultimi quattro decenni.
Il premier ad interim Ilie Bolojan ha annunciato che si stanno analizzando soluzioni per mantenere un flusso sufficiente, inclusi lavori di dragaggio sul braccio Bala, per reindirizzare più acqua verso la centrale. Tra le misure proposte ci sono l'affondamento controllato di quattro chiatte cariche di pietra e la detonazione della Stânca Pârjoaia, che ostacola il flusso dell'acqua.
Le autorità avvertono che, se il livello dell'acqua continua a scendere, la centrale potrà funzionare in condizioni di sicurezza solo per pochi giorni. Inoltre, si stanno preparando lavori di approfondimento del letto del Danubio Vecchio e la pulizia del canale di alimentazione del bacino di raffreddamento. La crisi idrologica colpisce anche altri stati della regione, e le autorità romene monitorano costantemente la situazione.
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