Prima delle valutazioni sui debiti, la procedura di valorizzazione del Cantiere Navale di Mangalia è stata complicata da controversie legali: Damen Holding BV, creditore e azionista con il 49% del cantiere, ha contestato la modifica delle modalità di vendita e la riduzione del prezzo di partenza. Il ricorso riguardava la decisione del Tribunale di Costanza del 7 settembre (in base alla quale l’asta poteva partire da 184 milioni di euro e scendere successivamente, qualora non si fossero presentati offerenti), mentre l’esame avrebbe dovuto essere effettuato dal Tribunale il 4 novembre.
Nel frattempo, la procedura è stata rilanciata in più tornate, dopo che le prime aste non avevano attirato acquirenti. Per le fasi successive, CITR avrebbe dovuto applicare il meccanismo previsto dal Codice di procedura civile, con prezzo decrescente (dal 100% al 75% e, rispettivamente, in casi estremi, al 50%), mentre il ricorso di Damen non sospendeva la vendita, consentendo così al processo di proseguire indipendentemente dalla decisione del tribunale.
Parallelamente, per quanto riguarda i piani successivi all’acquisizione, Rheinmetall (insieme a MSC) aveva annunciato l’intenzione di trasformare il cantiere in un’unità produttiva a uso duale, con costruzioni navali civili e militari, inclusa la partecipazione a un contratto da 920 milioni di euro commissionato dalla Romania per quattro navi entro il 2030, finanziato attraverso il programma europeo SAFE.