La deputata del PSD Diana Tușa avverte, in occasione della Giornata europea contro la tratta di esseri umani, che la Romania vive una doppia realtà: è il principale Paese di origine delle vittime nell’Unione europea, ma anche uno dei Paesi che stanno intensificando la lotta contro i trafficanti.
Tra il 2013 e il 2023, oltre 12.000 cittadini rumeni sono stati registrati come vittime della tratta di esseri umani nell’UE. In Romania sono state identificate 451 vittime nel 2023, 610 nel 2024 e 707 nel 2025. Nei primi sei mesi del 2026 sono state segnalate 430 vittime, il 32% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel 2025, circa l’80% delle vittime è stato sfruttato sessualmente.
Tușa sottolinea che la Romania ha aperto, nel 2023 e nel 2024, il maggior numero di casi di tratta di esseri umani presso Eurojust. Negli ultimi anni, la legislazione è stata modificata per sanzionare lo sfruttamento mediante coercizione o abuso della vulnerabilità, mentre alle vittime è stato garantito l’accesso all’assistenza legale gratuita fornita da avvocati scelti da loro. È stato inoltre introdotto un meccanismo di compensazione finanziaria, anche attraverso beni confiscati.
La deputata cita anche la Legge n. 201/2026, che include esplicitamente i materiali generati con l’intelligenza artificiale nella categoria degli abusi sessuali sui minori. Il suo messaggio è che l’efficacia della lotta si misura attraverso la protezione delle vittime, la condanna dei trafficanti e il recupero del denaro proveniente dai reati.
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