Prima della pubblicazione dei dati del CSM, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dichiarato irricevibili i ricorsi presentati da cinque giudici ed ex giudici rumeni riguardanti il pagamento ritardato e rateizzato di alcuni arretrati salariali stabiliti con decisioni giudiziarie. La CEDU ha rilevato che la mancanza di fondi non giustifica, in linea di principio, la mancata esecuzione delle decisioni, ma ha ritenuto che, nelle circostanze esaminate, le autorità abbiano adottato misure successive per il pagamento graduale a causa dei vincoli economici e fiscali, senza che fosse compromessa la sostanza del diritto dei ricorrenti.
Separatamente, nell’ambito della stessa categoria di controversie, l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia ha rinviato più volte la pronuncia della decisione nel procedimento contro il Governo e il Ministero delle Finanze riguardante il pagamento di alcuni arretrati salariali dei magistrati, con una posta in gioco di circa 5 miliardi di lei. Nel caso sono state presentate anche richieste di adire la Corte costituzionale e la CGUE, mentre la Corte d’Appello di Bucarest aveva precedentemente disposto l’esecuzione della decisione, con penalità per il ritardo.