Il conflitto tra PNL e PSD sulla situazione di bilancio continua, dopo che Ilie Bolojan ha accusato il leader socialdemocratico Sorin Grindeanu di preparare le sue «scuse per un possibile fallimento» nel raggiungimento dell’obiettivo di deficit. La reazione arriva dopo che Grindeanu ha criticato l’ex premier, rimproverandogli di aver lasciato fatture non pagate e obblighi rinviati al futuro.
Bolojan sostiene che le dichiarazioni del leader del PSD ignorino le stime delle agenzie internazionali di rating. Moody’s, Fitch e Standard & Poor’s hanno previsto per la Romania, nel 2026, deficit rispettivamente del 5,8%, 5,9% e 6,2% del PIL e non hanno declassato il Paese.
L’ex premier afferma che il deficit trimestrale non riflette automaticamente la situazione a fine anno. Spiega che alcune spese per il completamento dei progetti PNRR sono state anticipate e che la situazione sarà compensata dall’incasso delle somme relative alle richieste di pagamento 5 e 6. Bolojan avverte tuttavia che la Romania potrebbe perdere fondi a causa del mancato rispetto di alcuni obiettivi di decarbonizzazione e della mancata approvazione della legge sulla retribuzione.
Il liberale accusa il PSD di poter chiedere stanziamenti aggiuntivi nelle variazioni di bilancio, senza misure di controllo della spesa, e annuncia che seguirà le decisioni del Governo e l’andamento delle finanze pubbliche.
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