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Andrea Chiș, proposta come ministra della Giustizia nel gabinetto Mureșan, ha dichiarato lunedì alla stampa in Parlamento che nel sistema giudiziario si è creata «una piramide del potere», istituita per legge, che permetterebbe di controllare il sistema dall’interno.
Interpellata sulla presunta influenza esercitata dalla presidente dell’Alta Corte, Lia Savonea, Andrea Chiș ha evitato di fare nomi. Secondo lei, il programma di governo prevede lo smantellamento di questa struttura e si propone di riformare le strutture di potere del sistema e di offrire ai giudici pari accesso all’assegnazione di determinate funzioni.
«Non voglio parlare di nomi, tuttavia ho parlato di una piramide del potere e ho mostrato che questa è stata creata per legge e offre la possibilità di controllare il sistema dall’interno; proprio per questo, se leggete il programma di governo, vedrete che ciò che proponiamo è precisamente lo smantellamento di questa piramide e la concessione a tutti i giudici della possibilità di accedere equamente a determinate funzioni», ha dichiarato Chiș.
Chiș ha inoltre affermato che la lotta alla corruzione deve diventare una priorità del futuro governo, sostenendo che l’impegno politico per l’attuazione di questi obiettivi rappresenta un atto di coraggio.
Andrea Chiș è stata nominata la scorsa settimana dal PNL, dall’USR e dall’UDMR alla carica di ministra della Giustizia. L’ex giudice, nota anche per la partecipazione al documentario di Recorder «Giustizia catturata», sarà ascoltata martedì.
Le audizioni dei candidati proposti per il gabinetto del governo Mureșan sono iniziate lunedì alle ore 14:00, in Parlamento. Il primo candidato ascoltato è stato Sebastian Burduja, la proposta del PNL-USR-UDMR per la carica di ministro dell’Energia, che ha ricevuto un parere negativo.
Le procedure parlamentari si concluderanno domani sera.
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