Il Partito Nazionale Contadino (PNȚ) ha compiuto, il 10 ottobre, un secolo dalla sua fondazione. La formazione nacque dall’unione del partito guidato da Iuliu Maniu con quello guidato da Ion Mihalache, rappresentando, all’epoca, una sintesi tra la difesa dei diritti dei romeni della Transilvania e l’emancipazione sociale dei contadini del Regno.
L’anniversario si è svolto presso il Centro Culturale Petőfi Sándor di Bucarest, organizzato dal PNȚ Maniu-Mihalache. All’evento hanno partecipato il presidente Nicușor Dan, l’ex capo di Stato Emil Constantinescu e altre personalità politiche.
Il programma storico del PNȚ promuoveva il parlamentarismo, il decentramento, lo Stato di diritto e la proprietà privata. Il partito si oppose alle derive autoritarie degli anni ’30, inclusa la dittatura reale del 1938–1940 e l’ascesa dei movimenti estremisti.
Dopo l’instaurazione del regime comunista, il PNȚ fu sciolto e i suoi leader furono perseguitati. Iuliu Maniu morì nel 1953, a Sighet, mentre Ion Mihalache nel 1963, a Râmnicu Sărat.
Dopo il 1989, ex membri del PNȚ, guidati da Corneliu Coposu, ricostituirono la formazione con la denominazione PNȚCD, che guidò la Romania tra il 1996 e il 2000. Il presidente Nicușor Dan annunciò, durante la cerimonia, la promulgazione della legge con cui il 2026 è stato dichiarato Anno del Centenario del Partito Nazionale Contadino.
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