Prima della designazione del comitato provvisorio dei creditori, la raffineria Petrotel Lukoil era entrata in insolvenza a causa delle difficoltà generate dalle sanzioni internazionali imposte dopo la guerra in Ucraina. La società ha annunciato l’ingresso in insolvenza affermando di aver bisogno del quadro giuridico per proteggere l’attività e stabilizzare le proprie relazioni commerciali, poiché la raffineria era ferma e le sanzioni avevano bloccato la ripresa.
La decisione di entrare in insolvenza è arrivata dopo che Petrotel aveva accumulato debiti correnti per oltre 936 milioni di lei e crediti per 225,5 milioni di euro nei confronti di Litasco, mentre la procedura era legata all’interruzione dell’attività nel contesto delle sanzioni. Parallelamente, sono proseguite le discussioni su un possibile cambiamento del controllo sugli asset internazionali di Lukoil: un consorzio guidato da Todd Boehly ha preparato un’offerta per gli asset esteri del gruppo, ma la transazione dipendeva dalle approvazioni delle autorità statunitensi in materia di sanzioni (OFAC).