Un agente della polizia di frontiera di Bihor è indagato per concussione ed è stato posto sotto controllo giudiziario per 60 giorni, dopo aver presumibilmente chiesto e ricevuto 300 euro da un cittadino straniero. Il denaro sarebbe stato richiesto per consentire all’autista di proseguire il viaggio attraverso la Romania, verso la Grecia.
Il fatto sarebbe avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 settembre 2025, nella zona del valico di frontiera di Borș I. L’agente, insieme ad altri due poliziotti di frontiera, avrebbe fermato per un controllo un complesso veicolare immatricolato in un altro Stato membro dell’Unione europea.
Secondo i procuratori, il poliziotto avrebbe invocato irregolarità riguardanti la revisione tecnica periodica e avrebbe minacciato di comminare una multa di 800 euro se l’autista non avesse pagato la somma richiesta. Dopo più di 30 minuti, il cittadino straniero avrebbe messo le banconote nel passaporto, che in seguito avrebbe consegnato all’agente.
Nello stesso caso sono indagati altri due poliziotti di frontiera, per complicità in concussione. All’agente è stato vietato di esercitare la professione e di mettersi in contatto con gli altri sospettati e con i testimoni. L’indagine, condotta con il supporto della Direzione generale anticorruzione di Bihor, prosegue per accertare tutte le circostanze.
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