Il presidente dell’Autorità elettorale permanente, Adrian Țuțuianu, ha dichiarato martedì, nelle commissioni giuridiche del Parlamento, che metà dei dipendenti dell’AEP non ha mai superato un concorso. Secondo lui, alcuni sarebbero stati assunti per un breve periodo presso gruppi parlamentari e poi trasferiti nella struttura dell’Autorità. Țuțuianu sostiene che la situazione ostacoli la riforma dell’istituzione e la verifica delle competenze professionali.
Il progetto del nuovo regolamento organizzativo prevede la riduzione del numero complessivo dei posti da 575 a 395: 247 nella struttura centrale e 148 sul territorio. La riforma eliminerebbe 147 posti, di cui 105 esecutivi e 42 dirigenziali nelle strutture territoriali. Per i posti occupati oltre la nuova struttura dovrebbe essere organizzato un esame nei due mesi successivi all’approvazione del regolamento.
Țuțuianu ha precisato che quest’anno l’AEP ha verificato tutti i 276 partiti politici iscritti e che l’istituzione ha dovuto fare i conti con dimissioni e sospensioni dei rapporti di servizio. Il sindacato dell’AEP contesta però il progetto, avvertendo che la riduzione del personale, soprattutto sul territorio, comprometterebbe la capacità dell’istituzione prima dell’intenso periodo elettorale del 2028-2040.
Il dibattito è stato rinviato affinché i parlamentari possano esaminare la proposta. Il regolamento precedente è stato annullato in primo grado e l’AEP rischia di rimanere senza una base giuridica chiara per la propria organizzazione.
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