Il riscaldamento globale colpisce l'Europa con un'intensità due volte maggiore rispetto ad altri continenti, con temperature medie superiori di 2,5 gradi Celsius rispetto a prima dell'uso dei combustibili fossili, quasi il doppio dell'aumento medio globale, di circa 1,4 gradi. Questo è dovuto a fattori come il cambiamento dei modelli meteorologici, la vicinanza all'Artico, la riduzione dello strato di neve e la diminuzione dell'inquinamento atmosferico, mostra un'analisi The Guardian.
Perché è importante la vicinanza all'Artico
Un ruolo importante lo gioca l'Artico, la regione con il riscaldamento più accelerato del pianeta. Man mano che il ghiaccio marino si scioglie, l'acqua scura dell'oceano, esposta al suo posto, assorbe più energia solare rispetto alla superficie bianca del ghiaccio, che riflette la radiazione. Questo meccanismo di amplificazione — meno ghiaccio, più calore assorbito, e poi ancora meno ghiaccio — influisce più fortemente sull'Europa, relativamente vicina all'Artico.
Sempre meno neve
Un'evoluzione simile si osserva nel continente, attraverso il ritiro della neve. Lo strato di neve riflette la luce solare; una volta ridotto, il suolo più scuro trattiene una parte maggiore dell'energia. A marzo 2025, l'area europea coperta di neve era inferiore del 31% rispetto alla media 1991-2020 — il terzo livello più basso dall'inizio della serie di osservazioni, nel 1983. Copernicus conferma che la diminuzione della neve riduce l'albedo e accelera il riscaldamento regionale.
Cambiamento dei modelli meteorologici
La terza spiegazione riguarda la circolazione atmosferica. The Guardian mostra che i cambiamenti nel modo in cui l'aria circola sopra l'Europa hanno favorito episodi estivi più frequenti e intensi di ondate di calore. L'esempio immediato è l'ondata di calore di giugno 2026, quando una vasta massa d'aria calda è rimasta bloccata sotto un "domo di calore".
Samantha Burgess, del Copernicus Climate Change Service, afferma che le serie di oltre 40 anni indicano cambiamenti statisticamente significativi nei modelli di pressione atmosferica e di circolazione, più probabilmente associati ai cambiamenti climatici piuttosto che alla variabilità naturale. La ricerca non può ancora quantificare esattamente il peso di ciascun meccanismo e non stabilisce un legame lineare, definitivo, tra il riscaldamento dell'Artico e ciascun blocco atmosferico europeo.
Riduzione dell'inquinamento
Infine, l'Europa ha oggi aria più pulita rispetto al passato, un progresso importante per la salute pubblica. La riduzione delle particelle inquinanti nell'atmosfera — provenienti principalmente dalla combustione di combustibili fossili, dal traffico, dalla produzione di energia e dalle attività industriali — ha parzialmente eliminato un effetto che mascherava il riscaldamento. Alcune di queste particelle riflettono la radiazione solare o influenzano la formazione delle nuvole; con la loro riduzione, una proporzione maggiore dell'energia solare raggiunge la superficie, e l'effetto di riscaldamento dei gas serra diventa più visibile. Meno aerosol significa meno radiazione riflessa e una manifestazione più visibile del calore trattenuto dai gas serra.
Fonti
Ultime notizie
23:00
22:52
22:45
22:41
22:32
Vedi altre notizie