Dopo l'incontro con Hakan Fidan, Kaja Kallas ha riaffermato il sostegno dell'UE e della Turchia a un'intesa sulla navigazione nel Mar Nero e ha sollevato le obiezioni europee al memorandum Turchia–Libia. L'intesa diplomatica è distinta dal centro marittimo sviluppato da Romania e Bulgaria.
L'Unione europea e la Turchia sostengono un'intesa per la libertà di navigazione nel Mar Nero, ha dichiarato Kaja Kallas dopo l'incontro con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, tenutosi mercoledì 21 ottobre 2026 a Bruxelles. La responsabile della diplomazia europea ha affermato di aver chiesto un'intensificazione della pressione su Mosca per porre fine alla guerra e di aver comunicato a Fidan le obiezioni dell'UE al memorandum marittimo tra Turchia e Libia.
In breve
Kaja Kallas ha dichiarato dopo l'incontro con Hakan Fidan del 21 ottobre, a Bruxelles, che l'UE e la Turchia sostengono un'intesa per la libertà di navigazione nel Mar Nero e che ha chiesto una maggiore pressione su Mosca per porre fine alla guerra.
Si tratta di una riconferma del sostegno politico a un'iniziativa già in corso, senza l'annuncio di un accordo concluso, di un calendario o di un meccanismo di attuazione. Il ministero turco ha confermato l'incontro, senza fornire dettagli sui risultati in quel messaggio.
L'intesa diplomatica sulla navigazione è distinta dal centro di sicurezza marittima sviluppato da Romania e Bulgaria con il sostegno dell'UE. Nel briefing della Commissione non è stato confermato un ruolo della Turchia in questo progetto.
Kallas ha sollevato nella discussione con Fidan il voto libico sul memorandum marittimo Turchia–Libia e ha ribadito la posizione dell'UE secondo cui esso viola i diritti sovrani di alcuni Stati terzi. I due hanno discusso anche il processo di soluzione della questione cipriota.
L'UE ha riaffermato la propria posizione in una dichiarazione del 21 ottobre, dopo il messaggio congiunto Costa–von der Leyen del 20 ottobre. Ankara sostiene invece che il memorandum è in vigore dal 2019 e rispetta il diritto internazionale.
L'incontro ha riguardato anche il Caucaso meridionale e il Medio Oriente. Kallas ha condannato gli attacchi degli Houthi e ha chiesto il ripristino della libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, senza tasse o tariffe di transito.
Nel messaggio pubblicato dopo i colloqui, Kallas ha collegato il sostegno alla navigazione alla pericolosa escalation delle azioni della Russia nel Mar Nero. La posizione da lei illustrata esprime il sostegno politico delle due parti a un'intesa; il messaggio non annuncia la conclusione di un accordo e non stabilisce un calendario o un meccanismo di attuazione. Il ministero degli Esteri turco ha confermato separatamente l'incontro, senza pubblicare in quel messaggio dettagli sui risultati dei colloqui.
L'iniziativa diplomatica era già in corso. Nel suo intervento al Parlamento europeo del 20 ottobre, Kallas aveva affermato che l'UE sta lavorando con la Turchia, l'India e altri partner, compresi i Paesi importatori di alimenti, per promuovere un'intesa di questo tipo. Secondo lei, l'Ucraina l'aveva proposta, mentre la Russia l'aveva respinta. La dichiarazione dopo l'incontro con Fidan riconferma quindi il sostegno a questa iniziativa, in un momento in cui gli attacchi minacciano i trasporti commerciali e le esportazioni ucraine.
Questa intesa diplomatica è distinta dal centro di sicurezza marittima che Romania e Bulgaria stanno sviluppando con il sostegno dell'UE. Interrogato al briefing della Commissione del 21 ottobre su un possibile ruolo della Turchia nel centro, il portavoce Christian Wigand ha precisato che il progetto è guidato dai due Stati membri e che l'Unione li sostiene. La risposta non ha confermato un ruolo di Ankara né annunciato un cambiamento dei partecipanti al progetto.
Il centro mira a migliorare la conoscenza della situazione marittima, secondo le spiegazioni fornite da Kallas al Parlamento il giorno precedente. Ha posto l'accento sull'individuazione precoce delle minacce e sullo scambio di informazioni in tempo reale. Il sostegno a un'intesa sulla navigazione riguarda invece lo sforzo diplomatico di proteggere il movimento delle navi e l'approvvigionamento attraverso il Mar Nero.
La discussione con Fidan ha incluso anche le relazioni di buon vicinato e l'avanzamento del processo di soluzione della questione cipriota. Kallas ha precisato di aver sollevato il voto del 20 ottobre della Camera dei rappresentanti libica sul memorandum marittimo con la Turchia e di aver sottolineato la violazione dei diritti sovrani di alcuni Stati terzi. Questa è la posizione dell'UE, contestata da Ankara.
Il memorandum, firmato nel 2019, riguarda la delimitazione delle giurisdizioni marittime nel Mediterraneo. In una dichiarazione emessa il 21 ottobre dall'Alto rappresentante a nome dell'UE, l'Unione ha riaffermato che il documento non rispetta il diritto del mare, è nullo e privo di effetti e non può produrre conseguenze giuridiche per Stati terzi. La posizione riprende le conclusioni europee del 2019, ribadite nel giugno 2025; essa non costituisce una nuova decisione giudiziaria sulla controversia.
António Costa e Ursula von der Leyen avevano dichiarato l'accordo «nullo e privo di effetti» in un messaggio congiunto del 20 ottobre, nel quale esprimevano la solidarietà dell'UE a Grecia e Cipro. La Turchia ha tuttavia accolto con favore il voto libico e sostiene che il memorandum è in vigore dal 2019 e protegge gli interessi reciproci dei due Paesi, in conformità con il diritto internazionale e il principio di equità.
Kallas ha inoltre riferito che l'incontro ha riguardato gli sviluppi nel Caucaso meridionale e in Medio Oriente. Ha condannato gli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita e lo Yemen e ha accusato l'Iran di rendere la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz pericolosa e costosa. La responsabile della diplomazia dell'UE ha chiesto il ripristino della libertà di navigazione senza tasse o tariffe di transito.