L’Unione europea ha adottato il più ampio round di designazioni del proprio regime di sanzioni contro la Russia, prendendo di mira 826 aziende e 743 amministratori delegati coinvolti nel complesso militare-industriale russo. Oltre la metà delle nuove designazioni riguarda la catena di produzione dei missili balistici, mentre le aziende interessate forniscono componenti per missili, droni e aeromobili, dai semiconduttori e dalle apparecchiature di comunicazione fino agli esplosivi, ai sistemi ottici e di navigazione.
L’Unione europea ha ampliato massicciamente l’elenco delle persone e delle aziende sanzionate per il sostegno alla guerra della Russia contro l’Ucraina, aggiungendo il 12 ottobre 826 aziende russe e 743 dei loro amministratori delegati. Le 1.569 nuove designazioni costituiscono il più ampio round adottato finora dall’UE nell’ambito di questo regime e portano il numero totale delle persone e delle entità interessate dalle sanzioni per azioni che minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina a quasi 4.600.
Il nuovo round è costruito attorno alle catene di approvvigionamento dell’industria militare russa, non solo ai grandi produttori finali di armamenti. Il Consiglio afferma che le aziende selezionate sono fornitori di livello intermedio che costituiscono una parte essenziale della base industriale militare e che, insieme, generano un fatturato annuo di almeno 20 miliardi di EUR e impiegano oltre 250.000 persone.
In breve
L’UE ha aggiunto all’elenco delle sanzioni 826 aziende russe e 743 persone che guidano tali aziende.
È il più grande round singolo di designazioni adottato finora nell’ambito del regime europeo relativo all’integrità territoriale dell’Ucraina.
Oltre la metà delle nuove designazioni riguarda la catena di produzione dei missili balistici.
Le aziende forniscono componenti per missili, droni e aeromobili, inclusi semiconduttori, apparecchiature di comunicazione, sistemi per l’aviazione e i missili, esplosivi, munizioni, sistemi ottici e di navigazione.
Alle aziende e alle persone designate vengono congelati i beni nell’UE, mentre agli operatori europei è vietato mettere a loro disposizione fondi o risorse economiche. Alle persone si applicano anche restrizioni di viaggio.
La scelta dei fornitori intermedi mostra che l’UE sta cercando di intervenire più in profondità nel meccanismo attraverso il quale l’industria russa trasforma componenti civili e industriali in sistemi militari. Un produttore di missili o droni dipende da una rete più ampia di aziende che forniscono circuiti elettronici, computer, radar, antenne, ricetrasmettitori, apparecchiature di navigazione, esplosivi e altri elementi senza i quali il prodotto finale non può essere costruito in serie.
Il Consiglio afferma che oltre la metà delle designazioni adottate ora riguarda la catena di produzione dei missili balistici. Negli altri casi, le aziende interessate forniscono componenti per alcuni dei sistemi d’arma più avanzati della Russia, inclusi droni e aeromobili. Questa struttura distingue il nuovo round da una misura settoriale generale: attraverso queste designazioni, l’UE non vieta qualsiasi attività dell’industria russa della difesa, ma identifica giuridicamente determinate aziende e le persone che le guidano e applica restrizioni direttamente nei loro confronti.
Per le aziende, l’effetto principale è il congelamento dei beni soggetti alla giurisdizione dell’UE. Le persone e le aziende europee non possono mettere, direttamente o indirettamente, denaro o altre risorse economiche a disposizione delle entità designate o a loro beneficio. Nel caso delle 743 persone sanzionate si aggiunge il divieto di entrare o transitare nel territorio dell’Unione.
Queste misure hanno una logica diversa dagli embarghi sulle esportazioni. Le restrizioni commerciali possono vietare la vendita alla Russia di determinate tecnologie o prodotti, indipendentemente dall’acquirente, mentre la designazione di un’azienda blocca i rapporti finanziari ed economici con tale entità. I due strumenti possono funzionare insieme: un prodotto può essere soggetto a controllo delle esportazioni, mentre l’azienda che cerca di procurarselo può essere contemporaneamente sanzionata.
Le dimensioni dell’elenco indicano anche un cambiamento di scala. I round precedenti hanno riguardato produttori di armamenti, funzionari, intermediari finanziari, operatori della flotta ombra e aziende coinvolte nella fornitura di tecnologie a duplice uso. Il pacchetto del 12 ottobre cerca di coprire simultaneamente una parte molto più ampia della rete industriale che alimenta la produzione militare.
L’Alta rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha collegato il nuovo round all’intensificazione degli attacchi russi contro le infrastrutture civili in Ucraina e ha affermato che l’UE si concentra in particolare sulla produzione di missili balistici. Il Consiglio presenta le misure come una risposta alla prosecuzione e all’escalation della guerra e all’uso di missili e droni contro obiettivi civili.
L’adozione di un elenco così ampio, tuttavia, non indica da sola quanto sarà forte l’effetto sulla produzione militare russa. Un’azienda sanzionata può avere pochi beni nell’UE o può cercare di sostituire i propri fornitori e intermediari, mentre la Russia negli ultimi anni ha adattato parte dei propri canali commerciali per utilizzare aziende e giurisdizioni al di fuori dell’Unione. L’efficacia delle nuove misure dipenderà quindi dalla reale esposizione delle aziende ai mercati europei, dall’accesso ai componenti importati e dalla capacità di impedire l’elusione delle restrizioni.
Per gli operatori europei, la conseguenza è più immediata. Un’azienda che compare nell’elenco dell’UE deve essere identificata nelle procedure di conformità, mentre le transazioni, i pagamenti e la messa a disposizione di risorse economiche rientrano nelle restrizioni previste dal regime di sanzioni. Ciò può influire su rapporti commerciali che, a prima vista, non sembrano militari, se i beni o i servizi arrivano a un’entità designata.
Il Consiglio europeo aveva chiesto a giugno di intensificare la pressione sulla Russia dopo una nuova escalation degli attacchi contro l’Ucraina. La decisione del 12 ottobre trasforma questo orientamento politico in un ampliamento molto consistente dell’elenco delle persone e delle aziende sanzionate, concentrato sulla capacità della Russia di produrre armi in grandi quantità e di sostituire i componenti di cui ha bisogno.
Le 1.569 designazioni non devono essere sommate automaticamente ad altre sanzioni adottate lo stesso giorno nell’ambito di regimi diversi, come le misure contro le persone coinvolte nelle elezioni organizzate dalla Russia nei territori ucraini occupati o le nuove sanzioni riguardanti la Corea del Nord. Ogni pacchetto ha la propria base giuridica, le proprie motivazioni e le proprie persone o entità interessate.
Con il nuovo round, l’UE sposta quindi l’attenzione da alcune aziende simbolo dell’industria russa della difesa verso una rete molto più ampia di fornitori. La prova sarà capire se questa estensione riuscirà a trasformare la difficoltà di accesso ai finanziamenti e ai componenti in un problema di produzione per i sistemi militari che la Russia utilizza nella guerra contro l’Ucraina.
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