La Romania ha registrato nel 2025 la quota più elevata dell’Unione europea di persone che lavorano part-time perché non hanno trovato un posto a tempo pieno. Il valore del 62,3%, confermato dalla serie Eurostat per la fascia di età 15–64 anni, compare nei messaggi del Comitato per l’occupazione (EMCO), approvati dai ministri europei a Lussemburgo il 19 ottobre 2026. La media UE era del 17,8%, mentre la quota più bassa, pari al 2,2%, si registrava nei Paesi Bassi.
In breve
Il 62,3% delle persone che lavoravano part-time in Romania nel 2025 dichiarava di non aver trovato un posto a tempo pieno. È la quota più elevata dell’UE per questo indicatore.
La percentuale riguarda esclusivamente il gruppo delle persone che lavorano a tempo parziale, di età compresa tra 15 e 64 anni. Non descrive la situazione del 62,3% dell’intera popolazione occupata.
La media UE è scesa dal 18,3% nel 2024 al 17,8% nel 2025. Nei Paesi Bassi, la quota era del 2,2%.
La Romania aveva anche un tasso di occupazione del 69% nella fascia di età 20–64 anni, rispetto al 76,1% nell’UE. La quota dei giovani tra 15 e 29 anni che non lavoravano e non seguivano percorsi di istruzione o formazione era del 19,2%, rispetto all’11% nell’UE.
L’EMCO raccomanda servizi per l’impiego efficienti, formazione e sostegno al passaggio verso posti di lavoro migliori. L’approvazione dei messaggi da parte del Consiglio non trasforma automaticamente i contratti part-time in contratti a tempo pieno.
L’indicatore misura un motivo dichiarato per il lavoro a tempo parziale. Nell’Indagine europea sulle forze di lavoro, gli intervistati specificano il motivo principale per cui hanno un simile orario nel loro lavoro principale. L’impossibilità di trovare un posto a tempo pieno è una categoria distinta dagli studi, dai problemi di salute, dalla cura di altre persone o da altri motivi familiari e personali.
Pertanto, il semplice fatto che una persona lavori meno ore non la include automaticamente nella categoria del lavoro part-time involontario. Per alcuni, l’orario ridotto può essere una scelta adeguata; per altri, è la soluzione accettata in mancanza di un posto a tempo pieno. La statistica fa la distinzione sulla base della risposta relativa al motivo principale.
Il denominatore è essenziale per comprendere il risultato. Il 62,3% è calcolato all’interno del gruppo delle persone che già lavorano a tempo parziale. Non indica quanto sia diffuso l’orario ridotto in Romania né quale proporzione dell’intera popolazione occupata preferirebbe lavorare più ore.
La differenza di 44,5 punti percentuali rispetto alla media UE mostra quanto sia diversa la composizione di questo gruppo in Romania. Non può essere trasformata in una differenza della stessa entità tra tutte le persone occupate delle due popolazioni. I confronti che utilizzano il totale degli occupati o soltanto i lavoratori dipendenti hanno un denominatore diverso e devono essere analizzati separatamente.
La serie Eurostat si riferisce alle persone occupate che lavorano part-time. Per questo motivo, la formulazione non deve essere automaticamente ristretta ai lavoratori dipendenti o a un determinato tipo di contratto individuale di lavoro. Inoltre, l’indicatore non è un tasso di disoccupazione, poiché le persone incluse lavorano già.
A livello dell’Unione, il calo dal 18,3% nel 2024 al 17,8% nel 2025 rappresenta una riduzione di 0,5 punti percentuali. Tuttavia, l’andamento aggregato non descrive automaticamente il cambiamento in ciascun Paese. I dati per il 2025 mostrano grandi differenze tra gli Stati, dal 2,2% nei Paesi Bassi al 62,3% in Romania.
Per chi desidera un impiego a tempo pieno ma non riesce a trovare un posto simile, il numero ridotto di ore può limitare il reddito mensile e le opportunità professionali. L’effetto concreto dipende dalla retribuzione oraria, dalle ore effettivamente lavorate e dagli altri redditi del nucleo familiare. La percentuale pubblicata, da sola, non stabilisce i redditi delle persone né la causa della mancanza di posti adeguati.
L’EMCO include il lavoro part-time involontario nell’analisi della sicurezza del posto di lavoro e della carriera. La valutazione annuale del 2026 utilizza un quadro aggiornato per il monitoraggio della qualità del lavoro, che integra la misurazione del numero di persone occupate con indicatori relativi a redditi, stabilità, orario di lavoro, competenze, uguaglianza, salute e sicurezza sul lavoro.
La distinzione tra quantità e qualità dell’occupazione è rilevante per la Romania anche alla luce degli altri indicatori presentati nella relazione. Il tasso di occupazione delle persone tra 20 e 64 anni è sceso dal 69,5% nel 2024 al 69% nel 2025. Nell’UE è salito al 76,1%, il livello più elevato della serie statistica utilizzata dall’EMCO.
Il tasso di occupazione indica la proporzione delle persone della relativa fascia di età che lavorano, indipendentemente dal fatto che abbiano un orario completo o ridotto. Risponde a una domanda diversa da quella dell’indicatore del lavoro part-time involontario. Le due percentuali non si sommano e non si riferiscono allo stesso gruppo di persone.
La relazione segnala anche le difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro dei giovani. Nel 2025, la Romania aveva la quota più elevata dell’UE di persone tra 15 e 29 anni che non erano occupate e non partecipavano a percorsi di istruzione o formazione, pari al 19,2%, rispetto alla media europea dell’11%. La categoria, nota con l’acronimo NEET, comprende sia persone in cerca di lavoro sia persone al di fuori della forza lavoro; non equivale alla disoccupazione giovanile.
Per ridurre la segmentazione del mercato del lavoro, i messaggi dell’EMCO indicano politiche attive, servizi per l’impiego efficienti, accesso alla formazione e una protezione sociale adeguata. Il documento menziona anche incentivi per i datori di lavoro affinché offrano posti di lavoro permanenti a tempo pieno. Si tratta di orientamenti di politica pubblica, senza un nuovo schema di finanziamento o obblighi contrattuali creati dall’approvazione dei messaggi.
Il Consiglio ha approvato le conclusioni dell’EMCO nell’ambito del Semestre europeo, il meccanismo di coordinamento delle politiche economiche e sociali. Nella stessa riunione, i ministri hanno discusso separatamente il futuro Atto legislativo sui posti di lavoro di qualità, inclusi la gestione algoritmica, l’intelligenza artificiale, il telelavoro e il diritto alla disconnessione. Il dibattito non ha rappresentato l’adozione di tale atto e non ha creato un diritto automatico al passaggio dal part-time al tempo pieno.
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