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Il piano per l’elettricità registra rinvii al 2028 e al 2030 per due progetti della rete rumena e include collegamenti prioritari con la Repubblica di Moldova e l’Ucraina. Gli Stati sostengono investimenti e misure per l’integrazione dei mercati, al fine di limitare le differenze di prezzo, in un quadro di cooperazione esteso alla Cechia e alla Polonia.
I ministri dell’Energia riuniti a Zagabria il 6 novembre 2026 hanno chiesto di accelerare il completamento degli interconnettori elettrici in ritardo nell’Europa centrale e sud-orientale e di utilizzare in modo più efficiente le reti esistenti, per limitare le persistenti differenze di prezzo tra le regioni europee. I piani sostenuti dai partecipanti includono anche il rafforzamento delle reti interne, con progetti importanti per la Romania e per la sicurezza energetica della Repubblica di Moldova e dell’Ucraina. La cooperazione regionale si estende alla Cechia e alla Polonia.
In breve
I ministri chiedono il completamento delle tratte mancanti di tre corridoi elettrici regionali, che hanno registrato ritardi significativi. L’obiettivo è una migliore interconnessione in una regione colpita da persistenti differenze di prezzo.
Il progetto Reșița–Timișoara/Săcălaz è rinviato dal 2026 al 2028, mentre Arad–Timișoara/Săcălaz dal 2028 al 2030, secondo il piano. Le date rappresentano stime per i progetti nel loro complesso.
Bălți–Suceava, Mukacheve–Veľké Kapušany e Artsyz–Isaccea sono indicati esplicitamente come collegamenti importanti per la sicurezza energetica della Repubblica di Moldova e dell’Ucraina. Alcune componenti sono ancora in preparazione o in attesa dell’autorizzazione.
Le misure includono un uso più efficiente delle reti, soluzioni digitali, stoccaggio e consumo flessibile, per consentire un maggiore commercio transfrontaliero e l’integrazione delle energie rinnovabili.
La Cechia e la Polonia entrano nella cooperazione CESEC sulla stessa base degli altri partecipanti. Le conclusioni ministeriali stabiliscono priorità politiche, senza creare diritti od obblighi giuridici.
Nella riunione del 6 novembre, il gruppo per la connettività energetica dell’Europa centrale e sud-orientale, CESEC, ha approvato due piani d’azione aggiornati, uno per l’elettricità e le fonti rinnovabili, l’altro per il gas. Le conclusioni individuano ritardi significativi nelle tratte mancanti del Corridoio del Mar Nero, del corridoio Mid-Continental East e del Corridoio elettrico transbalcanico. Il primo riguarda il rafforzamento dell’interconnessione tra Bulgaria e Romania, compresi i lavori all’interno della rete rumena. I ministri chiedono un coordinamento più stretto e soluzioni ai problemi autorizzativi che possono ritardare i progetti.
In Romania, il piano indica per il progetto Reșița–Timișoara/Săcălaz un rinvio dal 2026 al dicembre 2028. Per Arad–Timișoara/Săcălaz, la scadenza stimata passa dal 2028 al dicembre 2030. Entrambi sono progetti di Transelectrica per il rafforzamento della rete interna, inclusi nel corridoio di interconnessione Romania–Serbia. Il calendario distingue tra linee e stazioni: per il primo progetto, la linea a 400 kV è prevista per il 2027 e la stazione Timișoara per il 2028. Per il secondo, la linea Timișoara–Săcălaz–Arad è stimata per il 2028, l’ampliamento della stazione Arad per il 2029 e la stazione Săcălaz per il 2030. Le date di completamento dei progetti nel loro complesso non devono essere confuse con le scadenze delle singole componenti.
Per la sicurezza energetica della Repubblica di Moldova e dell’Ucraina, le conclusioni chiedono esplicitamente il completamento degli interconnettori Bălți–Suceava, Mukacheve–Veľké Kapušany e Artsyz–Isaccea. Il piano registra tuttavia calendari diversi per i due lati del progetto Bălți–Suceava: dicembre 2027 per la Repubblica di Moldova e 2030 per la Romania. Artsyz–Isaccea, il nuovo collegamento a 400 kV tra Ucraina e Romania, figura ancora prima della fase di autorizzazione, con l’entrata in esercizio stimata nel 2029.
Il rapporto ACER del 20 maggio 2026 spiega i picchi dei prezzi all’ingrosso dell’estate 2024 con una combinazione di fattori: domanda elevata, anche durante periodi di condizioni meteorologiche estreme, risorse flessibili insufficienti e possibilità limitate di importazione. La sera, quando la produzione solare diminuiva, la copertura del picco dei consumi dipendeva da un numero relativamente ridotto di capacità produttive in grado di rispondere rapidamente. La limitata capacità transfrontaliera, aggravata dalle interruzioni programmate delle linee, ha ristretto l’accesso all’elettricità più economica. Le differenze di prezzo tra l’Europa sud-orientale e centrale sono persistite nel 2025 e all’inizio del 2026.
Le misure sostenute a Zagabria includono l’aumento della capacità di rete resa disponibile per il commercio transfrontaliero, ammodernamenti a costi inferiori e soluzioni digitali. Le autorità di regolamentazione sono incoraggiate a promuovere l’uso efficiente delle reti e la flessibilità del sistema. Lo stoccaggio dell’energia e l’adattamento dei consumi alla sua disponibilità sono indicati come strumenti per integrare le fonti rinnovabili e stabilizzare i prezzi.
I partecipanti alla Comunità dell’Energia sono invitati ad accelerare il recepimento e l’applicazione del pacchetto per l’integrazione del mercato elettrico, così da poter partecipare al mercato unico europeo. Il piano chiede l’allineamento a queste regole e un parere positivo della Commissione europea nel processo di verifica del recepimento, insieme a misure tecniche e organizzative degli operatori di mercato e di trasmissione. L’accoppiamento dei mercati con gli Stati membri dell’UE è una delle misure raccomandate per limitare le oscillazioni dei prezzi nella regione. Per le forniture del giorno successivo, un algoritmo comune abbina domanda e offerta in mercati diversi e assegna simultaneamente la capacità di trasporto transfrontaliero disponibile.
Per il gas, i documenti puntano a un uso più intenso delle infrastrutture esistenti e alla rimozione delle barriere che ostacolano l’integrazione dei mercati. Il gasdotto transbalcanico dispone di un programma di misure per il trasporto in direzione sud–nord. Il piano prevede per Grecia, Bulgaria, Romania, Ucraina e Repubblica di Moldova azioni con scadenza nel 2027, tra cui il monitoraggio dell’attuazione della tabella di marcia, la garanzia dell’accesso alla rotta e l’esame delle soluzioni tecniche per il flusso inverso nei gasdotti T2 e T3. La scadenza riguarda questo programma di misure e non conferma l’entrata in funzione del flusso inverso su T2 e T3 entro il 2027. I ministri chiedono inoltre l’armonizzazione dei parametri di qualità del gas e l’adeguamento degli accordi tra operatori.
Con l’addendum firmato a Zagabria, Cechia e Polonia partecipano alle attività CESEC sulla stessa base degli altri membri. La cooperazione riunisce così 11 Stati membri dell’UE e otto parti contraenti della Comunità dell’Energia, tra cui la Repubblica di Moldova e l’Ucraina.
Le conclusioni ministeriali non creano diritti od obblighi giuridici, mentre l’addendum sull’estensione registra un’intenzione politica, senza nuovi impegni giuridici o implicazioni finanziarie. Le date di entrata in funzione indicate nei piani restano stime. Per Artsyz–Isaccea, sono ancora attesi un accordo intergovernativo e, successivamente, accordi di cooperazione tra operatori.
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