La Procura Europea di Zagabria ha aperto un'inchiesta contro 21 cittadini croati, inclusi un funzionario pubblico e un ex funzionario pubblico, in un caso riguardante possibili frodi con sussidi dai fondi agricoli dell'Unione Europea. I pubblici ministeri stanno indagando su un presunto schema attraverso il quale le superfici agricole sarebbero state aumentate artificialmente nei registri, documenti sarebbero stati falsificati e agricoltori avrebbero cercato di ottenere indebitamente 670.000 euro, di cui 357.000 euro sono stati pagati.
La Procura Europea di Zagabria ha aperto un'inchiesta contro 21 cittadini croati, arrestati in un caso riguardante sospetti di corruzione e frode con sussidi agricoli dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e dal Fondo europeo agricolo di garanzia.
In breve
La Procura Europea di Zagabria ha avviato un'inchiesta contro 21 cittadini croati, inclusi un funzionario pubblico e un ex funzionario pubblico.
I sospetti sono stati arrestati in un caso riguardante possibili atti di corruzione e frode con sussidi agricoli dal FEADR e dal FEGA.
Gli arresti sono seguiti a 30 perquisizioni effettuate il 6 maggio 2026, con la partecipazione di 150 agenti di polizia.
EPPO sostiene che i sospetti hanno cercato di ottenere illegalmente 670.000 euro da fondi UE, di cui 357.000 euro sono stati pagati.
I fatti indagati possono costituire abuso d'ufficio, corruzione e frode con sussidi e falsificazione di documenti.
La Procura Europea, EPPO, attraverso il suo ufficio di Zagabria, ha aperto un'inchiesta contro 21 cittadini croati, inclusi un funzionario pubblico e un ex funzionario pubblico, in un caso riguardante sospetti di corruzione e frode con sussidi agricoli. I fondi interessati provengono dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, FEADR, e dal Fondo europeo agricolo di garanzia, FEGA.
Le 21 persone sono state arrestate dopo 30 perquisizioni svolte il 6 maggio 2026. L'operazione ha coinvolto 150 agenti di polizia ed è stata realizzata in cooperazione con il Dipartimento di Polizia di Sisak-Moslavina e con il Settore Indipendente per le Indagini Finanziarie dell'Amministrazione Fiscale del Ministero delle Finanze della Croazia.
Tra i sospetti c'è un ex consulente specializzato in una filiale provinciale dell'Agenzia per i Pagamenti in Agricoltura, Pesca e Sviluppo Rurale e il capo della stessa filiale. I due sono coinvolti in sospetti di abuso d'ufficio e corruzione.
Secondo l'inchiesta, a partire dal 2020, l'ex consulente avrebbe formato un'associazione criminale con altri due sospetti per consentire ad agricoltori interessati di ottenere sussidi indebitamente dal FEADR e dal FEGA in cambio di ricompense finanziarie.
EPPO sostiene che l'ex consulente, insieme agli altri due membri del gruppo, avrebbe aumentato artificialmente le superfici di terreno nel registro pertinente e avrebbe falsificato documenti per attestare lo svolgimento di attività agricole. I documenti avrebbero incluso fatture fraudolente riguardanti la vendita di letame e analisi di laboratorio fraudolente del suolo, aggiunte alle domande per fondi UE.
In base alle prove raccolte, EPPO afferma che l'ex funzionario pubblico e gli altri due sospetti, insieme agli agricoltori indagati, hanno cercato di ottenere illegalmente il pagamento di 670.000 euro da fondi europei. Di questa somma, 357.000 euro sono stati pagati.
I membri del gruppo avrebbero ricevuto benefici finanziari di almeno 36.000 euro. I pubblici ministeri europei presentano queste somme come parte del presunto meccanismo attraverso il quale i sussidi agricoli sarebbero stati ottenuti indebitamente in cambio di pagamenti a favore delle persone coinvolte.
L'inchiesta riguarda anche il capo della filiale dell'Agenzia per i Pagamenti in Agricoltura, Pesca e Sviluppo Rurale. È sospettato di essersi coordinato con almeno altri quattro agricoltori per aiutarli nella preparazione e presentazione delle domande di finanziamento europeo, in modo che potessero ottenere l'approvazione degli incentivi e dei sussidi agricoli in circostanze potenzialmente irregolari, in cambio di benefici finanziari illeciti.
I fatti indagati possono costituire abuso d'ufficio, corruzione e frode con sussidi e falsificazione di documenti. Nella versione croata del comunicato, EPPO precisa che i sospetti riguardano anche la commissione di atti nell'ambito di un'associazione criminale.
La Procura Europea precisa che tutte le persone coinvolte sono presunte innocenti fino a prova contraria da parte dei tribunali croati competenti. In questa fase, l'inchiesta non rappresenta una condanna e non stabilisce la colpevolezza dei sospetti.
Il caso riguarda la gestione dei fondi agricoli europei e il modo in cui i sussidi possono essere vulnerabili a frodi tramite documenti falsi, dati agricoli manipolati e interventi di persone con accesso alle strutture responsabili del controllo e del pagamento.
La Procura Europea è la procura indipendente dell'Unione Europea. L'istituzione indaga, persegue penalmente e porta in giudizio reati che danneggiano gli interessi finanziari dell'UE, comprese frodi con fondi europei, corruzione e altri reati legati al bilancio dell'Unione.
Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo europeo agricolo di garanzia finanziano le politiche agricole dell'Unione, inclusi il sostegno agli agricoltori e lo sviluppo rurale. I casi di frode con sussidi possono influenzare sia il bilancio dell'UE che la concorrenza leale tra i beneficiari che rispettano le regole e quelli che ottengono fondi tramite documenti o dichiarazioni false.
L'inchiesta in Croazia si trova in una fase penale preliminare. La prosecuzione della procedura dipenderà dalle prove fornite da EPPO, dalle autorità croate e dalla valutazione dei tribunali competenti.
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