L’Europa ha bisogno di un’infrastruttura capace di produrre e collegare dati biologici per lo sviluppo di farmaci con l’intelligenza artificiale, ha sostenuto Liesbet Lagae, ricercatrice e direttrice dei programmi per le tecnologie delle scienze della vita presso imec. In una presentazione tenuta a Bruxelles, presso la commissione per la sanità pubblica del Parlamento europeo, SANT, ha spiegato che i dati ospedalieri devono essere integrati con informazioni sperimentali sul funzionamento di cellule, proteine e tessuti.
In sintesi, imec propone lo sviluppo di un’infrastruttura europea che combini esperimenti biologici, tecnologie di misurazione e modelli di intelligenza artificiale per la ricerca sui farmaci. Liesbet Lagae ritiene che l’accesso insufficiente a dati rilevanti limiti i modelli attuali. Le informazioni cliniche e quelle generate in laboratorio svolgono ruoli complementari. La proposta mira a favorire la collaborazione tra ricercatori, aziende tecnologiche, industria farmaceutica, imprese biotecnologiche e startup. Gli eurodeputati hanno chiesto chi controllerebbe i dati e i risultati, come funzionerebbe la protezione tramite brevetti e come potrebbero essere gestiti gli errori nei dati di addestramento. La relatrice ha sostenuto il mantenimento dei requisiti di sicurezza per l’autorizzazione dei farmaci. L’audizione non ha annunciato un nuovo programma europeo di finanziamento né risultati clinici in grado di validare l’intero approccio.
Lagae ha descritto una linea di ricerca nota come TechBio, nella quale le tecnologie di misurazione, l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale sono integrate nello studio dei processi biologici. L’obiettivo è sviluppare modelli capaci di aiutare i ricercatori a comprendere le malattie e a scegliere meglio le sostanze o gli interventi che meritano di essere testati. Ha precisato che gli attuali modelli biologici sono ancora in fase di maturazione e non hanno il livello di affidabilità necessario per tutti questi obiettivi.
Una delle difficoltà riguarda la natura delle informazioni necessarie. Per comprendere la reazione di una cellula o l’effetto di una molecola, un modello deve essere addestrato con dati prodotti da esperimenti e misurazioni pertinenti. Secondo la relatrice, queste informazioni sono disperse tra laboratori accademici, ospedali e aziende farmaceutiche, mentre l’accesso a frammenti separati limita la capacità dei ricercatori di costruire modelli più completi.
L’infrastruttura proposta riunirebbe gli strumenti che generano i dati e i sistemi che li utilizzano per addestrare i modelli. Lagae ha descritto una piattaforma di ricerca nella quale gli esperimenti di laboratorio alimenterebbero continuamente i modelli biologici, mentre le loro previsioni potrebbero orientare nuovi esperimenti. Per questa combinazione di capacità sperimentale, automazione e sviluppo computazionale ha utilizzato il concetto di biofoundry.
Durante la presentazione, la ricercatrice ha fornito esempi tratti dal sequenziamento del DNA, dalla registrazione dell’attività neuronale e dai test di tossicità condotti con sistemi biologici miniaturizzati. Queste tecnologie producono diversi tipi di informazioni sugli organismi e sulla loro reazione agli interventi. Un altro settore menzionato è stato quello della sintesi del DNA, che può sostenere la ricerca su terapie cellulari e genetiche attraverso la costruzione e il test di strutture biologiche progettate.
Lagae ha sottolineato che questi dati sperimentali completano le informazioni cliniche. Lo spazio europeo dei dati sanitari può sostenere l’uso dei dati medici per la ricerca nel rispetto delle proprie norme, ma la progettazione di un modello biologico richiede anche informazioni che non si trovano nella cartella di un paziente. Le misurazioni relative a proteine, cellule o tessuti sono necessarie per domande di ricerca diverse da quelle a cui rispondono le osservazioni cliniche.
La proposta presentata al Parlamento riguarda anche l’organizzazione della cooperazione europea. La ricercatrice ha chiesto di riunire partner tecnologici, aziende farmaceutiche e biotecnologiche e nuove imprese, facendo tesoro dell’esperienza della collaborazione nella ricerca sui semiconduttori. Secondo la sua valutazione, l’Europa può sostenere l’infrastruttura comune e i collegamenti tra questi settori, per preservare in Europa la capacità di ricerca e sviluppo dei farmaci.
Il controllo sui dati è stato uno degli interrogativi centrali degli eurodeputati. Lagae ha avvertito che le aziende che detengono i dati e i modelli potrebbero acquisire una posizione importante nella futura ricerca biologica e ha chiesto alle autorità europee di analizzare le implicazioni per i pazienti e per l’industria. Non ha indicato un’unica soluzione riguardo alla titolarità pubblica o privata dei dati, ma ha sostenuto che questa scelta richiede attenzione politica.
L’eurodeputato Ondřej Dostál ha chiesto come dovrebbero essere considerati i risultati di questi sistemi dal punto di vista dei brevetti e del contributo di chi fornisce i dati. La discussione ha sollevato il problema della distribuzione del valore creato tra l’infrastruttura di ricerca, gli sviluppatori dei modelli e i fornitori delle informazioni. La risposta della relatrice ha esaminato la possibilità di proteggere alcune invenzioni, senza che l’audizione stabilisse un’interpretazione giuridica generale sulla brevettabilità dei modelli o dei loro risultati.
András Kulja ha chiesto come possano essere gestite le distorsioni nei dati medici, comprese quelle legate alle pratiche di codifica delle diagnosi, e come conciliare l’accelerazione della ricerca con la valutazione degli effetti a lungo termine. Lagae ha ritenuto che l’uso di insiemi di dati più ampi potrebbe contribuire a individuare alcune distorsioni, precisando che questa valutazione riflette la sua opinione e che non è specialista nell’organizzazione degli ospedali. L’ampliamento dell’insieme di dati non è stato presentato come una garanzia che tutti gli errori scompaiano.
Per quanto riguarda l’autorizzazione, la sua posizione è che i farmaci sviluppati con l’aiuto dell’intelligenza artificiale debbano rispettare requisiti di sicurezza altrettanto rigorosi. Il beneficio perseguito è una selezione migliore dei candidati e la riduzione degli investimenti in progetti che non si dimostrano efficaci. Questa prospettiva di ricerca non sostituisce la dimostrazione della qualità, della sicurezza e dell’efficacia di un prodotto prima del suo impiego clinico.
Imec è un centro di ricerca in nanoelettronica e tecnologie digitali che sviluppa anche strumenti per le scienze della vita. L’attività presentata presso SANT mira a utilizzare le tecnologie di misurazione e la capacità di calcolo per affrontare problemi biologici e medici, attraverso la cooperazione tra settori dotati di infrastrutture e competenze diverse.
Il dibattito è stato uno scambio di opinioni sulle opportunità, sui limiti e sulle condizioni per lo sviluppo di questa ricerca. Non ha stabilito un bilancio europeo per l’infrastruttura proposta, un calendario vincolante per la sua realizzazione né una procedura speciale per l’autorizzazione dei farmaci concepiti con l’intelligenza artificiale。","slug":"imec-infrastruttura-europea-dati-biologici-farmaci-ai"}.separator soprevибашьра 海南天天中彩票 to=final 、】【event_translation code
In sintesi, imec propone lo sviluppo di un’infrastruttura europea che combini esperimenti biologici, tecnologie di misurazione e modelli di intelligenza artificiale per la ricerca sui farmaci. Liesbet Lagae ritiene che l’accesso insufficiente a dati rilevanti limiti i modelli attuali. Le informazioni cliniche e quelle generate in laboratorio svolgono ruoli complementari. La proposta mira a favorire la collaborazione tra ricercatori, aziende tecnologiche, industria farmaceutica, imprese biotecnologiche e startup. Gli eurodeputati hanno chiesto chi controllerebbe i dati e i risultati, come funzionerebbe la protezione tramite brevetti e come potrebbero essere gestiti gli errori nei dati di addestramento. La relatrice ha sostenuto il mantenimento dei requisiti di sicurezza per l’autorizzazione dei farmaci. L’audizione non ha annunciato un nuovo programma europeo di finanziamento né risultati clinici in grado di validare l’intero approccio.
Lagae ha descritto una linea di ricerca nota come TechBio, nella quale le tecnologie di misurazione, l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale sono integrate nello studio dei processi biologici. L’obiettivo è sviluppare modelli capaci di aiutare i ricercatori a comprendere le malattie e a scegliere meglio le sostanze o gli interventi che meritano di essere testati. Ha precisato che gli attuali modelli biologici sono ancora in fase di maturazione e non hanno il livello di affidabilità necessario per tutti questi obiettivi.
Una delle difficoltà riguarda la natura delle informazioni necessarie. Per comprendere la reazione di una cellula o l’effetto di una molecola, un modello deve essere addestrato con dati prodotti da esperimenti e misurazioni pertinenti. Secondo la relatrice, queste informazioni sono disperse tra laboratori accademici, ospedali e aziende farmaceutiche, mentre l’accesso a frammenti separati limita la capacità dei ricercatori di costruire modelli più completi.
L’infrastruttura proposta riunirebbe gli strumenti che generano i dati e i sistemi che li utilizzano per addestrare i modelli. Lagae ha descritto una piattaforma di ricerca nella quale gli esperimenti di laboratorio alimenterebbero continuamente i modelli biologici, mentre le loro previsioni potrebbero orientare nuovi esperimenti. Per questa combinazione di capacità sperimentale, automazione e sviluppo computazionale ha utilizzato il concetto di biofoundry.
Durante la presentazione, la ricercatrice ha fornito esempi tratti dal sequenziamento del DNA, dalla registrazione dell’attività neuronale e dai test di tossicità condotti con sistemi biologici miniaturizzati. Queste tecnologie producono diversi tipi di informazioni sugli organismi e sulla loro reazione agli interventi. Un altro settore menzionato è stato quello della sintesi del DNA, che può sostenere la ricerca su terapie cellulari e genetiche attraverso la costruzione e il test di strutture biologiche progettate.
Lagae ha sottolineato che questi dati sperimentali completano le informazioni cliniche. Lo spazio europeo dei dati sanitari può sostenere l’uso dei dati medici per la ricerca nel rispetto delle proprie norme, ma la progettazione di un modello biologico richiede anche informazioni che non si trovano nella cartella di un paziente. Le misurazioni relative a proteine, cellule o tessuti sono necessarie per domande di ricerca diverse da quelle a cui rispondono le osservazioni cliniche.
La proposta presentata al Parlamento riguarda anche l’organizzazione della cooperazione europea. La ricercatrice ha chiesto di riunire partner tecnologici, aziende farmaceutiche e biotecnologiche e nuove imprese, facendo tesoro dell’esperienza della collaborazione nella ricerca sui semiconduttori. Secondo la sua valutazione, l’Europa può sostenere l’infrastruttura comune e i collegamenti tra questi settori, per preservare in Europa la capacità di ricerca e sviluppo dei farmaci.
Il controllo sui dati è stato uno degli interrogativi centrali degli eurodeputati. Lagae ha avvertito che le aziende che detengono i dati e i modelli potrebbero acquisire una posizione importante nella futura ricerca biologica e ha chiesto alle autorità europee di analizzare le implicazioni per i pazienti e per l’industria. Non ha indicato un’unica soluzione riguardo alla titolarità pubblica o privata dei dati, ma ha sostenuto che questa scelta richiede attenzione politica.
L’eurodeputato Ondřej Dostál ha chiesto come dovrebbero essere considerati i risultati di questi sistemi dal punto di vista dei brevetti e del contributo di chi fornisce i dati. La discussione ha sollevato il problema della distribuzione del valore creato tra l’infrastruttura di ricerca, gli sviluppatori dei modelli e i fornitori delle informazioni. La risposta della relatrice ha esaminato la possibilità di proteggere alcune invenzioni, senza che l’audizione stabilisse un’interpretazione giuridica generale sulla brevettabilità dei modelli o dei loro risultati.
András Kulja ha chiesto come possano essere gestite le distorsioni nei dati medici, comprese quelle legate alle pratiche di codifica delle diagnosi, e come conciliare l’accelerazione della ricerca con la valutazione degli effetti a lungo termine. Lagae ha ritenuto che l’uso di insiemi di dati più ampi potrebbe contribuire a individuare alcune distorsioni, precisando che questa valutazione riflette la sua opinione e che non è specialista nell’organizzazione degli ospedali. L’ampliamento dell’insieme di dati non è stato presentato come una garanzia che tutti gli errori scompaiano.
Per quanto riguarda l’autorizzazione, la sua posizione è che i farmaci sviluppati con l’aiuto dell’intelligenza artificiale debbano rispettare requisiti di sicurezza altrettanto rigorosi. Il beneficio perseguito è una selezione migliore dei candidati e la riduzione degli investimenti in progetti che non si dimostrano efficaci. Questa prospettiva di ricerca non sostituisce la dimostrazione della qualità, della sicurezza e dell’efficacia di un prodotto prima del suo impiego clinico.
Imec è un centro di ricerca in nanoelettronica e tecnologie digitali che sviluppa anche strumenti per le scienze della vita. L’attività presentata presso SANT mira a utilizzare le tecnologie di misurazione e la capacità di calcolo per affrontare problemi biologici e medici, attraverso la cooperazione tra settori dotati di infrastrutture e competenze diverse.
Il dibattito è stato uno scambio di opinioni sulle opportunità, sui limiti e sulle condizioni per lo sviluppo di questa ricerca. Non ha stabilito un bilancio europeo per l’infrastruttura proposta, un calendario vincolante per la sua realizzazione né una procedura speciale per l’autorizzazione dei farmaci concepiti con l’intelligenza artificiale。","slug":"imec-infrastruttura-europea-dati-biologici-farmaci-ai"}.separator soprevибашьра 海南天天中彩票 to=final 、】【event_translation code
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