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Ieri 11:10

Eurostat: la disuguaglianza dei redditi diminuisce leggermente nell’UE, mentre la Romania resta al di sotto della media europea

Liviu Brăteanu
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25 ottobre 2026, 11:10
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UE
Foto: 2eu.brussels
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La disuguaglianza dei redditi si è ridotta leggermente nell’Unione europea, mentre la Romania è rimasta al di sotto della media europea, secondo i dati pubblicati da Eurostat venerdì 23 ottobre. Nella serie statistica per il 2025, il coefficiente di Gini dell’UE è sceso a 29,2 punti, dai 29,4 del 2024. La Romania ha registrato una diminuzione da 28,0 a 27,3 punti, in una classifica in cui le differenze tra gli Stati restano ampie.

In breve Il coefficiente di Gini dell’UE è diminuito di 0,2 punti, passando da 29,4 nella serie per il 2024 a 29,2 in quella per il 2025. L’indicatore descrive la distribuzione del reddito disponibile, dopo le imposte e i trasferimenti sociali. In Romania, il coefficiente è sceso da 28,0 a 27,3 punti, 1,9 punti al di sotto della media UE. Il risultato indica una distribuzione dei redditi più uniforme rispetto alla media europea, senza mostrare quanto siano elevati tali redditi. La Bulgaria ha registrato la maggiore disuguaglianza, con 37,7 punti, seguita dalla Lettonia, con 35,6, e dalla Lituania, con 35,5. I valori più bassi sono stati rilevati in Slovacchia, 23,0, e Belgio, 23,4. La serie per il 2025 si riferisce ai redditi del 2024. Il valore della Lituania è provvisorio, mentre per la Slovacchia vi è una rottura della serie che limita i confronti con gli anni precedenti. La Commissione europea indica che, per lo stesso anno statistico 2025, il coefficiente UE era pari a 34,1 prima dei trasferimenti sociali, escluse le pensioni, e a 29,2 dopo di essi. La differenza non rappresenta una diminuzione da un anno all’altro. Una minore disuguaglianza non significa automaticamente una riduzione della povertà, un aumento dei redditi di ogni famiglia o una distribuzione più uniforme della ricchezza. Questi aspetti sono misurati separatamente.

Per la Romania, la riduzione di 0,7 punti colloca l’indicatore 1,9 punti al di sotto del livello europeo. Il confronto riguarda il modo in cui i redditi sono distribuiti all’interno della popolazione, non la distanza tra il reddito di un rumeno e quello di un abitante di uno Stato più prospero. Una distribuzione più uniforme può esistere anche in un Paese in cui i redditi sono relativamente bassi.

A livello UE, la Bulgaria ha registrato 37,7 punti, seguita dalla Lettonia, con 35,6, e dalla Lituania, con 35,5. All’estremo opposto si trovano la Slovacchia, con 23,0 punti, il Belgio, con 23,4, la Repubblica Ceca, con 24,0, la Slovenia, con 24,6, e la Polonia, con 24,9. La differenza di 14,7 punti tra Bulgaria e Slovacchia misura la distanza tra due indici della disuguaglianza, non un divario di reddito espresso in euro.

La classifica deve essere letta insieme alle note statistiche. Eurostat contrassegna il valore della Lituania come provvisorio, mentre per la Slovacchia segnala una rottura della serie nel 2025. Il valore slovacco può essere incluso nel confronto tra Paesi per quell’anno, ma la sua evoluzione rispetto agli anni precedenti non deve essere considerata un confronto pienamente omogeneo.

Esiste anche uno scarto tra l’anno indicato nella serie e il periodo in cui sono stati percepiti i redditi. I dati provengono dall’indagine europea sui redditi e sulle condizioni di vita, EU-SILC. La serie per il 2025 utilizza i redditi del 2024, mentre quella per il 2024 utilizza i redditi del 2023. Il comunicato pubblicato ora non descrive, quindi, la situazione dei redditi in tempo reale nell’autunno del 2026.

Il coefficiente di Gini è calcolato sulla base del reddito disponibile della famiglia, dopo le imposte e i trasferimenti sociali, adeguato in funzione del numero e dell’età dei suoi componenti. L’adeguamento tiene conto delle spese che questi condividono. L’indicatore varia da zero, per una distribuzione perfettamente uniforme, a 100, per la disuguaglianza massima. Quanto più alto è il valore, tanto più marcate sono le differenze di reddito.

La relazione della Commissione europea sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa nel 2026 mostra anche il contributo delle prestazioni sociali. Nell’anno statistico 2025, il coefficiente UE era pari a 34,1 punti prima dei trasferimenti sociali, escluse le pensioni, e a 29,2 dopo la loro inclusione. Si tratta di un confronto tra due modalità di calcolo per lo stesso anno, diverso dalla diminuzione annuale da 29,4 a 29,2 punti. La relazione rileva inoltre che l’effetto dei trasferimenti sulla disuguaglianza sembra essersi ridotto dopo il 2021, forse anche a seguito della ripresa dell’occupazione dopo la pandemia.

La disuguaglianza dei redditi e la povertà restano tuttavia fenomeni distinti. L’indice di Gini non misura il livello assoluto dei redditi, la deprivazione materiale o il valore del patrimonio posseduto dalle famiglie. La sua diminuzione non consente di concludere che ogni famiglia guadagni di più o che sia diminuito il numero delle persone esposte alla povertà. Per valutare il tenore di vita, la distribuzione dei redditi deve essere analizzata insieme agli indicatori relativi ai redditi effettivi e al rischio di povertà.

ndi{

Fonti

sursa imagine
2eu
Eurostat: inegalitatea veniturilor scade ușor în UE, iar România rămâne sub media europeană

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