L’indagine riguarda perdite superiori a 53 milioni di euro, secondo Eurojust, e sospetti secondo cui un ex funzionario ucraino avrebbe ricevuto denaro per facilitare il contratto. Le autorità hanno sottoposto a sequestro conservativo un immobile e conti bancari in Francia; la colpevolezza delle persone coinvolte non è stata accertata.
Le autorità francesi e ucraine hanno effettuato perquisizioni in Francia nell’ambito di un’indagine riguardante 67.000 giubbotti antiproiettile acquistati per l’esercito ucraino, che non offrivano la protezione dichiarata, secondo un comunicato pubblicato da Eurojust il 29 ottobre. L’agenzia europea indica perdite superiori a 53 milioni di euro e sospetti secondo cui il denaro ricevuto da un ex funzionario del Ministero della Difesa ucraino sarebbe stato investito in immobili a Nizza.
In breve
1.L’Ucraina ha pagato integralmente in anticipo i 67.000 giubbotti, mentre un esame indipendente effettuato dopo la consegna ha constatato che le attrezzature erano di scarsa qualità e non garantivano la protezione promessa.
2.Eurojust indica perdite superiori a 53 milioni di euro. La somma è presentata nel contesto dell’indagine e non rappresenta un danno accertato da una condanna definitiva.
3.Un ex funzionario del Ministero della Difesa è sospettato di aver facilitato la conclusione del contratto nel marzo 2022 in cambio di denaro da parte del fornitore. Gli investigatori sospettano che i fondi siano stati investiti tramite un’altra persona in immobili a Nizza.
4.La cooperazione franco-ucraina, coordinata da Eurojust, ha permesso le perquisizioni e il sequestro conservativo di un immobile e di diversi conti bancari. Le misure non equivalgono a una confisca definitiva né al recupero del denaro.
5.L’indagine prosegue con l’esame delle prove sequestrate. Le persone coinvolte beneficiano della presunzione di innocenza.
L’acquisto è stato effettuato dopo l’inizio dell’invasione russa su vasta scala, quando l’Ucraina aveva urgente bisogno di equipaggiamenti di protezione per i militari. Secondo Eurojust, il fornitore ha ricevuto un pagamento anticipato del 100%. I problemi sono stati constatati dopo la consegna, quando una perizia indipendente ha dimostrato che i giubbotti non offrivano il livello di protezione dichiarato.
Una parte dell’indagine riguarda le modalità di conclusione del contratto. L’ex funzionario coinvolto dirigeva il dipartimento responsabile dello sviluppo del sistema di approvvigionamento di materiali del Ministero della Difesa ucraino. Gli investigatori sospettano che abbia facilitato il contratto con il fornitore nel marzo 2022 e abbia ricevuto una remunerazione per il suo intervento.
Secondo la stessa fonte, i fondi presumibilmente illeciti sarebbero stati investiti tramite un’altra persona in proprietà immobiliari a Nizza. Questo percorso finanziario ha portato l’indagine in Francia, dove le autorità hanno potuto verificare i beni ed eseguire le misure giudiziarie richieste dall’Ucraina.
Eurojust ha coordinato la cooperazione e facilitato l’esecuzione di diverse richieste di assistenza giudiziaria internazionale. Investigatori ucraini hanno partecipato all’operazione insieme ai colleghi francesi e hanno contribuito all’audizione dei sospettati e dei testimoni. L’agenzia europea sostiene le autorità nazionali, senza stabilire essa stessa la colpevolezza delle persone oggetto d’indagine. Per la Francia sono intervenuti un giudice istruttore del tribunale di Parigi e l’Ufficio centrale per la lotta contro la criminalità finanziaria di particolare gravità. La parte ucraina era rappresentata dalla Procura generale, dal Servizio di sicurezza dell’Ucraina e dall’Ufficio statale per le indagini.
Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro conservativo un immobile e diversi conti bancari delle persone presumibilmente coinvolte. Una simile misura mira a mantenere i beni a disposizione della giustizia per tutta la durata dei procedimenti. Essa non costituisce una confisca definitiva e non significa che il relativo valore sia stato restituito all’Ucraina.
La cooperazione rientra nel quadro dell’accordo firmato da Eurojust e dall’Ucraina nel 2016. L’Ucraina ha un procuratore di collegamento presso la sede dell’agenzia all’Aia dall’agosto 2018, il che facilita il contatto diretto con le autorità giudiziarie degli altri Stati nei procedimenti riguardanti pagamenti o beni situati in diverse giurisdizioni.
La prossima fase annunciata è l’esame delle prove sequestrate durante le perquisizioni. Queste dovranno chiarire il legame tra l’acquisto, i pagamenti presumibilmente illeciti e i beni in Francia.
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