Laurențiu Reghecampf accusa la dirigenza del club Espérance Tunisi di non aver pagato per tre mesi gli stipendi dello staff tecnico e afferma che la squadra non può riprendere l’attività finché i dirigenti non adempiranno ai propri obblighi. L’allenatore rumeno sostiene che non siano stati aperti neppure i conti bancari sui quali avrebbero dovuto essere accreditati gli stipendi e che i membri dello staff non abbiano ricevuto i permessi di soggiorno.
Le dichiarazioni sono state rilasciate dopo che Reghecampf e il suo staff tecnico non sono più partiti per il ritiro. L’allenatore afferma di aver informato i dirigenti dell’Espérance della decisione, ma fino a quel momento non aveva ricevuto alcuna risposta da parte del club.
«Siamo in Tunisia e siamo pronti ad allenare, ma il club deve fare il proprio dovere», ha dichiarato Reghecampf. Ha definito la situazione una «mancanza di rispetto» e ha precisato di avere diverse offerte, ma che non è stata un’eventuale proposta della FCSB ad allontanarlo dal club tunisino.
L’allenatore ha evitato di indicare per nome le persone della dirigenza che ritiene responsabili, sottolineando al contempo che l’Espérance è un club importante e che rispetta la squadra e i tifosi.
Un rappresentante della dirigenza del club, citato in condizione di anonimato, ha respinto le accuse. Ha sostenuto che Reghecampf abbia ricevuto lo stipendio relativo al mese di luglio e che le informazioni presentate dall’allenatore non corrispondano alla realtà. Il conflitto tra il tecnico rumeno e i dirigenti dell’Espérance resta quindi aperto.
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