Prima che Ramon Vega rendesse pubblica la propria candidatura, diverse federazioni e federazioni continentali hanno ritirato il loro sostegno a Gianni Infantino. La Federazione Svizzera di Calcio e la Federazione Francese di Calcio hanno annunciato di non sostenerlo più, dopo che il piano della FIFA di creare una società commerciale per i diritti delle competizioni e di vendere il 20% delle azioni a investitori privati è fallito. In questo contesto, Infantino è stato sottoposto a pressioni e alcune confederazioni (tra cui UEFA, AFC e CONCACAF) hanno chiesto le sue dimissioni, mentre l’opposizione si è estesa anche ad altri Paesi europei.
Separatamente, prima delle elezioni del 2027 sono state avviate campagne per contestarne l’eligibilità: Miguel Maduro, ex capo del Comitato di Governance della FIFA, ha sostenuto che Infantino non possa candidarsi per un quarto mandato, mentre l’organizzazione FairSquare ha chiesto alle associazioni membri di dichiararlo ineleggibile sulla base dello statuto della FIFA. Sempre sul piano della competizione, Victor Montagliani (presidente della CONCACAF), considerato il principale sfidante, ha annunciato che non entrerà nella corsa alla presidenza della FIFA, riducendo considerevolmente le opzioni contro Infantino.