La Divisione Antidoping del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) ha accolto parzialmente il ricorso presentato da World Gymnastics contro la ginnasta Ana Maria Bărbosu e ha stabilito che l’atleta ha violato le regole antidoping. Bărbosu è stata sanzionata con un periodo di ineleggibilità di due anni, a partire dal 5 maggio 2026, data della sospensione provvisoria.
Il caso riguarda tre episodi in cui la ginnasta non avrebbe rispettato l’obbligo di comunicare informazioni sulla propria reperibilità per i test antidoping. Le violazioni sono state registrate tra settembre e dicembre 2025, nell’arco di 12 mesi. Il TAS ha ritenuto che tutte e tre le infrazioni fossero state correttamente accertate e costituissero una violazione delle regole antidoping.
Ana Maria Bărbosu ha contestato la sanzione proposta dall’Agenzia Internazionale per i Test (ITA) e ha chiesto un’udienza. Il 20 agosto 2026, un giudice unico del TAS ha esaminato le argomentazioni di entrambe le parti. Dal periodo di due anni sarà detratto il tempo già scontato in virtù della sospensione provvisoria.
Il Tribunale ha tuttavia deciso che i risultati ottenuti da Bărbosu nelle competizioni a partire da dicembre 2025 non saranno annullati. Per questo motivo, il ricorso di World Gymnastics è stato accolto solo parzialmente.
L’atleta è coinvolta anche in un procedimento separato davanti al TAS, relativo alla finale al corpo libero dei Giochi Olimpici di Parigi del 2024. Il caso, che coinvolge la Federazione Rumena di Ginnastica, Ana Maria Bărbosu, Jordan Chiles, USA Gymnastics, Donatella Sacchi e World Gymnastics, è stato rinviato per un riesame nel febbraio 2026. Le parti hanno chiesto che un’eventuale udienza non si svolga prima di maggio 2027.
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