Un danno di oltre 19 milioni di lei è stato stimato in seguito all’estrazione non autorizzata di sabbia e argilla da un terreno agricolo situato fuori dall’area edificabile della città di Vulcănești, nella Repubblica di Moldova. Il caso è stato individuato a seguito di un controllo a sorpresa effettuato dagli ispettori dell’Ispettorato per la Protezione dell’Ambiente.
Le verifiche e le misurazioni effettuate sul posto hanno evidenziato che gli scavi hanno interessato una superficie di circa 1,28 ettari. Gli ispettori hanno constatato interventi sul suolo e sul rilievo, provocati dallo sfruttamento illegale di rocce di sabbia e argilla.
I materiali raccolti durante il controllo, nonché le relazioni di valutazione del danno, sono stati trasmessi alla Procura Generale. L’istituzione procederà all’esame del caso e disporrà le misure legali necessarie.
L’Ispettorato per la Protezione dell’Ambiente avverte che l’estrazione non autorizzata delle risorse minerarie può portare al degrado del suolo, alla modifica del rilievo e al cambiamento della qualità o della destinazione dei terreni. Il ripristino delle superfici interessate può richiedere interventi complessi e costi significativi. Le autorità ricordano che lo sfruttamento delle risorse naturali è consentito solo alle condizioni previste dalla legislazione e che i responsabili possono essere obbligati a risarcire il danno arrecato all’ambiente.
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