La riunione del Consiglio Nazionale del Partito Nazionale Liberale ha segnato una significativa ristrutturazione del potere interno, nel contesto di alcune tensioni tra la dirigenza centrale e quella provinciale. I delegati hanno votato riforme amministrative aggressive, con 551 voti favorevoli, 128 contrari e 3 astenuti, superando così la soglia necessaria per la loro validazione.
Tra i principali cambiamenti vi è la soppressione del Bureau Esecutivo (BEx), la riduzione del numero di primi vicepresidenti da quattro a uno e l'introduzione dell'obbligo che ogni candidatura alla carica di presidente del partito sia accompagnata da una mozione. T
Inoltre, il Bureau Politico Nazionale (BPN) avrà una nuova struttura, composta dai presidenti delle filiali provinciali, dal presidente del partito, dal segretario generale, dal primo vicepresidente e da otto membri eletti in congresso.
Le nuove disposizioni facilitano anche il cambiamento dei leader delle filiali, attraverso il voto della maggioranza semplice dei membri del BPN, e vietano la cumulazione tra le cariche di dirigenza elettive a livello nazionale e quella di presidente di una filiale provinciale.
Il congresso straordinario del PNL si terrà il 21 giugno, sostenuto massicciamente dai delegati.
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