Il vicepresidente del PNL Alexandru Muraru ha dichiarato lunedì 28 settembre che i liberali stanno valutando di adire la Corte costituzionale se il Governo proposto dal premier designato Siegfried Mureșan sarà respinto dal Parlamento e il presidente Nicușor Dan non convocherà elezioni anticipate.
Muraru sostiene che, in caso di respingimento dell’Esecutivo e di adempimento delle condizioni costituzionali, il presidente dovrebbe avviare la procedura per lo scioglimento del Parlamento. Ha precisato che il PNL non sostiene la sospensione del capo dello Stato, ma vuole che la CCR chiarisca se questi possa designare successivamente altri premier o sia obbligato a convocare elezioni anticipate.
Il liberale ha avvertito che il respingimento del Governo Mureșan potrebbe approfondire lo stallo politico e ha accusato PSD e AUR di un avvicinamento che potrebbe portare alla formazione di una coalizione di governo. In questo scenario, secondo lui, la Romania potrebbe arrivare a ricorrere al FMI. Muraru ha inoltre dichiarato che alcuni liberali, da lui definiti «golpisti», non figurerebbero più nelle liste del partito in caso di eventuali elezioni anticipate.
Il gabinetto Mureșan sarà sottoposto al voto mercoledì 30 settembre, alle ore 13.00. Per l’investitura sono necessari 233 voti, mentre il PNL, l’USR e l’UDMR avrebbero, secondo i calcoli pubblici, 170 parlamentari. Il PSD ha annunciato di non sostenere il governo.
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