La Înalta Curte de Casație și Justiție ha stabilito che Dominic Fritz ha agito «consapevolmente e deliberatamente» quando ha firmato i documenti amministrativi per un PUZ di cui avrebbe potuto beneficiare l’architetto Răzvan Negrișanu, la persona che gli aveva prestato denaro durante la campagna elettorale.
Secondo le motivazioni della decisione definitiva, Fritz sapeva di essere debitore di Negrișanu, informazione menzionata anche nella sua dichiarazione dei redditi e del patrimonio. Il tribunale ha respinto l’argomentazione secondo cui la firma del sindaco avrebbe avuto carattere formale o automatico e ha osservato che questi avrebbe potuto delegare la competenza al segretario generale del comune, anche se i vicesindaci non erano ancora stati eletti.
L’ÎCCJ ha precisato che l’esistenza del conflitto di interessi non dipende dall’effettiva realizzazione di un guadagno, essendo sufficiente che l’atto fosse idoneo a generare un vantaggio. Il tribunale ha ritenuto rilevante anche il fatto che Negrișanu si sia astenuto dal voto sul PUZ, nel Consiglio comunale, proprio per evitare un conflitto di interessi.
Dominic Fritz è stato dichiarato in conflitto di interessi dall’Agenzia nazionale per l’integrità dopo aver ricevuto un prestito di 25.000 lei dall’architetto. Ha contestato la decisione, ma ha perso definitivamente davanti all’ÎCCJ il 18 giugno. Successivamente, dopo la promulgazione della Legge sull’integrità, il suo mandato di sindaco di Timișoara è cessato, e le sue competenze sono state assunte dal vicesindaco Ruben Lațcău.
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